Bertolaso e la verità sul terremoto dell’Aquila raccontata a telefono

La pubblicazione di nuove intercettazioni gettano ancora fango sulla ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila. L’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso a telefono spiegava la vera entità del disastro, mentre alla popolazione raccontava una realtà ben diversa.

Ancora – Non c’è pace per le vittime dell’Aquila. Dopo la famosa risata dell’imprenditore che voleva fare affari con il terremoto e il caso dell’ex prefetto del capoluogo abruzzese Giovanna Iurato, che secondo i magistrati “scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani”, nuove intercettazioni telefoniche scuotono l’Italia e la sua politica. Protagonista della chiamata in questione è l’ex capo della Protezione civile Bertolaso, mentre si trovava a telefono con l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Mentre a giornalisti e residenti delle zone terremotate, Bertolaso spiegava che ci sarebbero voluti dai 5 ai 10 anni per ricostruire il centro della città, nascondeva ciò che stava veramente accadendo.

Distrutta per sempre – “Sono contento che Berlusconi venga” ha detto Bertolaso durante la conversazione “ma il centro storico de L’Aquila non si può ristrutturare, è tutto inagibile. Non deve dire ‘rimettiamo gli abitanti tra 28 mesi’ perché è un massacro. Ti dico la verità, li mettiamo tra 28 anni”. L’ennesimo scandalo dietro quello che per molti è diventato un parco di interessi, piuttosto che il teatro di un disastro ancora fumante. Secondo gli annunci ufficiali di Bertolaso in questo momento dovremmo essere a buon punto con i lavori di ricostruzione. Ma non è così, a quasi quattro anni da quel fatidico 6 aprile 2009, in cui ricordiamo erano morte 308 persone.