Elezioni 2013, Vendola e Ingroia: c’eravamo tanto amati

La corsa ai voti degli italiani sembra tracciare nuove distanze tra Nichi Vendola e Antonio Ingroia. Il leader di Sel – che ha deciso di unire le proprie forze al Pd di Pier Luigi Bersani – aveva inizialmente tradito grande interesse per Rivoluzione civile. Tanto da chiedere all’alleato di riflettere sull’opportunità di avviare un dialogo con l’ex procuratore aggiunto di Palermo. Ma qualcosa sembra essere cambiato. Con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale, infatti, Vendola ha assunto posizioni più “prudenziali”, finendo per chiudere lui stesso quella porta tenuta aperta per qualche settimana.

A dividerli c’è sempre stata la diffidenza di Pier Luigi Bersani, che non ha mai preso in considerazione la possibilità di stabilire un contatto con Rivoluzione civile. Ma a poche settimane dal voto, Nichi Vendola e Antonio Ingroia sembrano orientati a distanziarsi autonomamente. E ad intavolare polemiche inedite. “Nella lista di Ingroia non c’è chiarezza di prospettive – ha osservato ieri il leader di Sel – C‘è chi vuole considerare il centrosinistra un alleato e chi lo considera un nemico da abbattere. E’ un guazzabuglio di posizione politiche – ha rincarato il pugliese – C’è la figura di Antonio Ingroia, che certo è una figura di prestigio, ma ci sono anche polemiche infinite di un pezzettino di ceto politico che cercava alloggio”

Non basta: ospite di AdnKronos Confronti, il numero uno di Sel ha insistito sull’argomento: “Penso non ci sia il rischio che Rivoluzione civile rosicchi i nostri consensi – ha risposto sicuro – Anche nell’elettorato di sinistra c’è una divaricazione strutturata tra chi pensa che il compito della sinistra sia quella della testimonianza radicale, dello scalare la montagna con la bandiera rossa per cantare alla luna e chi, invece – ha spiegato il presidente della Puglia – guarda alla possibilità concreta di governo“. Una “stoccata” bella e buona, con cui Vendola sembra aver certificato l’adesione alla linea (di chiusura) dettata da Bersani.

E Antonio Ingroia? Il candidato premier di Rivoluzione civile non resta a guardare. Noi chiediamo agli elettori di darci un voto massiccio – ha spiegato l’ex procuratore aggiunto di Palermo – così da farci essere presenti in Parlamento, in modo da far capire a Bersani che dopo le elezioni l’accordo non lo deve fare con Monti ma con noi. Anche perché – ha sottolineato Ingroia – il vero pericolo non è più Berlusconi, che è politicamente finito, bensì Monti che ne prosegue le politiche sotto una veste imbellettata”. Concetto ribadito nel tweet inviato in serata al leader di Sel: “Caro Vendola – ha chiesto piccato l’ex togato – che sinistra è quella che governerà col senatore Monti?”.