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Il patrimonio segreto del Vaticano svelato dal Guardian

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L’indagine condotta da David Leigh e pubblicata sul giornale inglese The Guardian, ha svelato l’esistenza di una parte delle ricchezze del Vaticano, presenti in Gran Bretagna, Francia e Svizzera. Somme ingenti, che proverrebbero dai finanziamenti offerti alla Chiesa da Mussolini alla fine degli anni ’20.

Dentro i forzieri del Vaticano – Si trata di un giro d’affari enorme. Secondo le stime del Consiglio d’Europa, il Vaticano possiede solo tra Gran Bretagna, Francia e Svizzera un patrimonio che si aggira sui 680 milioni di euro. “Pochi turisti sanno che il negozio di Bulgari a New Bond street o la sede della banca Altium Capital all’incrocio tra St James’s Square e Pall Mall hanno a che fare con il Vaticano”. Scrive David Leigh nel suo articolo. In effetti il Vaticano dispone di numerosi immobili in zone prestigiose e non solo della capitale inglese. A gestire questo tesoro nascosto c’è l’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica), al cui vertice si trova Paolo Mennini, che tutela gli interessi pontifici in tutto il mondo.

Il denaro di Mussolini – Grazie alla ricerca negli archivi storici, è stato possibile ricostruire la provenienza di almeno una parte dei fondi del Vaticano. Nel 1929 Mussolini avrebbe regalato al papa un enorme patrimonio per ottenere l’approvazione della Chiesa al regime e così fu, perché quell’anno vennero stipulati i famosi Patti Lateranensi e il Vaticano si chiuse tra le sue mura fino quasi al termine della successiva guerra. Anche secondo lo storico John Pollard dell’università di Cambridge, i soldi di Mussolini sarebbero stati molto importanti e nel suo libro Money and the Rise of the Modern Papacy sottolinea il legame con il regime fascista. “In quel momento le finanze pontificie sono state messe al sicuro, non si sarebbero più impoverite”.

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