Elezioni 2013, l’affondo di Monti: Alfano e Bersani non possono governare

Ormai perfettamente calato nei panni del “competitore” elettorale, Mario Monti non lesina attacchi bassi agli avversari. Intervistato ieri da Giovanni Floris al termine della trasmissione Ballarò, il Professore ha destinato spesso “stoccate” ad Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, senza dimenticare di evidenziare i limiti (secondo il suo giudizio) della coalizione guidata da Pier Luigi Bersani, eccessivamente condizionata dagli orientamenti di Nichi Vendola“Non potevo lasciare l’Italia in mano a loro”, ha sostanzialmente spiegato il premier uscente che, sul finale, ha “giustificato” il suo sposalizio politico con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini.

Una scelta inevitabile: è questa, in sintesi, la convinzione di Mario Monti. L’ex tecnico “salito” in politica lo ha ripetuto anche ieri, rimarcando l’inevitabilità di dare vita alla sua formazione politica per senso di responsabilità nazionale. “Avrei lasciato gli italiani in mano ad Alfano – ha spiegato il presidente del Consiglio – di cui ho notato la grande capacità di riscrittura della realtà. Gli italiani possono essere un po’ smemorati, ma non sono cretini. E Alfano non è niente – ha continuato Monti – avremo dovuto riconsegnare il Paese ad Alfano, Berlusconi e alla Lega. D’altra parte – si è affrettato ad aggiungere il bocconiano – avrei lasciato l’Italia in mano a una sinistra di cui Bersani è il volto simpatico, che ha dato anche buone prove, ma che è in una coalizione che vede l’Italia come un’isola, non una penisola. Quella – ha spiegato il Professore – è un’Italia che può andare bene se non fosse inserita in una competizione internazionale”. 

Un’analisi tranchant, destinata a infiammare ulteriormente la campagna elettorale. Ma Mario Monti non si è fermato qui. Ad Angelino Alfano e Nichi Vendola, ospiti in studio della prima parte del programma, il premier dimissionario ha destinato, infatti, ulteriori “stoccate”. “Ho visto lo spiritosissimo onorevole Alfano – ha ironizzato Monti – Devo dire che quando lo vedo in presenza del suo capo, non è così vivace“. Meno obliquo l’attacco a Vendola: “Non credo che mi troverò a governare con lui – ha tagliato corto l’ex tecnico – A  parte il tema dell’ecologia, non mi pare che Vendola risponda ai bisogni dei lavoratori e dei giovani che aspettano un cambiamento”. 

E all’intervistatore che gli ha chiesto di spiegare il motivo che lo ha spinto a “imbarcare” nella sua Scelta civica l‘Udc e Fli“Io non giudico il passato di Fini e Casini – ha risposto Monti – ma hanno visto prima di altri i grossi limiti di questo bipolarismo conflittuale che non ha portato molto bene all’Italia. Inoltre il Terzo Polo – ha osservato in conclusione il Professore – ha sempre appoggiato i provvedimenti che il mio governo ha introdotto, anche quando andavano a toccare gli interessi delle categorie a loro vicine”.