Elezioni politiche 2013: Ingroia isolato a sinistra

Il percorso di Antonio Ingroia è costellato di continui ostacoli. L’ex procuratore aggiunto di Palermo, che ha lasciato l’incarico della Nato in Guatemala per candidarsi a premier in Italia, fatica, infatti, a conquistarsi la solidarietà di coloro che (almeno sulla carta) dovrebbero essere alleati politici. Dopo il “no” di Pier Luigi Bersani e quello di Nichi Vendola, l’ex togato deve fare i conti anche con il diniego di Beppe Grillo, che ha categoricamente chiuso a una possibile alleanza con Rivoluzione civile.

La campagna elettorale di Antonio Ingroia sembra essere particolarmente stressante. L’aspirante presidente del Consiglio deve vedersela non solo con gli “strali” sferzati dal campo avversario (del centrodestra), ma anche con quelli scagliati dal centrosinistra. Nessun “apparentamento” è stato, infatti, raggiunto da Rivoluzione civile che si prepara ad affrontare l’appuntamento elettorale in una condizione di sostanziale “isolamento”. A concedergli qualche chance era stato in principio Nichi Vendola, ma anche il leader di Sel ha finito per accreditare la tesi del “voto utile” sostenuta dal Pd, chiudendo di fatto la porta in faccia all’ex togato.

Non solo: a rifiutare con fermezza ogni possibile forma di collaborazione è stato anche Beppe Grillo. L’animatore del Movimento 5 Stelle ha più volte spiegato di considerare improponibile l’ipotesi di un’intesa con le altre formazioni politiche, ma in molti avevano pensato che la nascita di Rivoluzione civile avrebbe potuto fargli cambiare idea. Niente di più sbagliato. Il blogger ha ripetutamente sconfessato il movimento tenuto a battesimo da Ingroia, rimproverandogli la scelta di essersi prestato a un’operazione tesa (nell’analisi di Grillo) a recuperare alcuni noti “trombati” della politica. “Ingroia sta facendo un po’ il bidone aspiratutto“, ha rimarcato ieri il comico dal palco di Caserta, confermando l’indisponibilità a trattare con l’ex pm di Palermo.