I grattacieli intelligenti di Abu Dhabi che schermano il sole

Le due nuove torri gemelle che si stagliano nello skyline di Abu Dhabi sono uno degli ultimi regali tecnologici che gli Emirati Arabi si sono concessi. In un luogo dove tutto si può fare, anche sconfiggere il sole, antichi metodi locali sono stati mischiati all’innovazione, per creare qualcosa di mai visto prima.

Due grattacieli che “respirano” – Grande caratteristica delle torri Al Baharad, sede dell’Abu Dhabi Investment Council (ADIC), è una membrana esterna capace di tenere i raggi solari lontani dai vetri. La nuova tecnica è stata elaborata dallo studio Aedas di Londra, che ha vinto il concorso per progettare “il nuovo simbolo della capitale degli Emirati”. Il risultato è strepitoso. I due grattacieli appaiono all’esterno rivestiti da uno strato protettivo che li fa sembrare più due alveari che edifici tradizionali. Si tratta di una membrana agganciata ai palazzi, separata da uno spazio di due metri dai vetri esterni, composta da strutture triangolari che formano una trama di pieghe molto particolare. Grazie all’uso di un cervello elettronico, il cappotto traspirante si modifica continuamente e le forme geometriche vengono chiuse e aperte in base alle condizioni atmosferiche.

Contro natura – In questo modo è possibile creare zone d’ombra, per non far surriscaldare i due edifici, oltre a correnti d’aria nell’intercapedine, per dissipare meglio il calore che comunque viene accumulato. Una grande invenzione, che secondo i calcoli abbasserà del 20% il surriscaldamento delle torri Al Baharad, che saranno esposte alle condizioni estreme del deserto. Ad Abu Dhabi, infatti, a luglio la temperatura si aggira sui 40-45 gradi, con tassi di umidità molto alti che aumentano il calore percepito. Inoltre forti raffiche di vento e scarse escursioni termiche, fanno sì che le strutture della città rimangano sempre preda delle alte temperature, che vengono mitigate con tende interne, che però spesso acuiscono il problema. Il lavoro degli architetti dello studio Aedas, è il frutto dello studio delle antiche tradizioni locali, perché già 400 anni fa esistevano sovrastrutture di legno che proteggevano gli edifici.