Fmi: 2013 negativo per l’Italia, “o la va o la spacca”

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha visto a ribasso i dati relativi alla crescita italiana. In calo anche l’Eurozona, che potrebbe concedersi il primo sospiro di sollievo dall’inizio della crisi solo nel 2014 e intanto la Cina rimane il motore dell’economia mondiale.

A ribasso – La contrazione sarà più marcata di quanto non ci saremmo aspettati. L’Italia perderà nel 2013 l’1% del Pil, un dato che peggiora il già previsto -0,7% di ottobre. Mentre il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi critica aspramente la politica di Monti e la sua riforma del Lavoro, dal Fmi spiegano che il Professore non poteva agire diversamente: “Roma era sotto un’enorme pressione dei mercati, ora c’è più fiducia e gli spread sono calati”. Il peggioramento che si dovrebbe registrare in Italia nel 2013 si inserisce comunque in un contesto europeo che non è migliore. Il Fmi ha infatti modificato a ribasso le sue previsioni per il Pil di tutta l’Eurozona, da +0,2% a -0,2%.

La lontana luce in fondo al tunnel –Una mazzata che arriva non solo per la situazione nostrana, ma anche per la contrazione spagnola (-1,5%) e il rallentamento della crescita in Francia, che vedrà lievitare il Pil dello 0,3% rispetto allo 0,4% previsto e in Germania, 0,6% rispetto allo 0,9% previsto. Insomma un anno ancora difficile e si spera l’ultimo prima della tanto attesa ripresa. Come ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fmi “o la va o la spacca”, perché il baratro è stato evitato sì, ma non si sa per quanto ancora si potrà sostenere una situazione così cupa in Europa, con il rischio di possibili ricadute. A livello mondiale comunque la crescita sarà del 3,5%, con i paesi in via di sviluppo che trainano le economie devastate dei paesi più industrializzati. La Cina vedrà il suo Pil crescere dell’8,2%, prima dell’impennata nel 2014 all’8,5% e anche negli Stati Uniti si registrarà un miglioramento del 2%. Il 2014 dovrebbe essere l’anno della speranza anche per l’Eurozona e secondo il Fmi ci sarà un’espansione del Pil dell’1%, mentre in Italia le previsioni sono per un +0,5%, che a questo punto sarebbe comunque un grande risultato.