Valerio Mastandrea debutta a Milano con “Qui e Ora”: recensione

Debutto meneghino al Franco Parenti per “Qui e Ora“, spettacolo teatrale scritto dal bravo, molto bravo, Mattia Torre: autore della geniale serie Boris ed interpretato da Valerio Mastandrea e Valerio Aprea. In una Milano piovosa, situazione che non disturba i suoi abitanti essendo geneticamente idrorepellenti, nel foyer del teatro, mi imbatto nel solito nugolo cinguettante di “signorine” meneghine sui 70 anni, sempre così straordinariamente eleganti e curiose da fare, letteralmente, una pippa ai giovani radical chic di presenza. Ebbene sì, il vero barometro per cogliere il gradimento di una pièce in quel di Milano sono le signorine dai capelli argentei e ieri sera, le canute creature, hanno detto “sì”.

Mastandrea in teatro, così come sul grande schermo, continua a confermarsi grandissimo professionista talentuoso con il dono, oltre al sopraccitato talento, di avere notevole buongusto nel selezionare i progetti ai quali lavorare. La featuring con Mattia Torre non è una novità, i due avevano già dato vita ad uno splendido monologo teatrale “Migliore” che lasciava imbarazzati per intensità, originalità creativa e resa sul palco dell’attore romano. Ed è questo, forse, l’unico minuscolo neo riscontrabile in “Qui e Ora”, lo spettro comparativo di quel primo exploit, oggettivamente di fattura altissima, qual’era era “Migliore”.

“Qui e Ora” è un lavoro molto interessante, soprattutto per la commistione di generi che incarna senza indossarne alcuno, si ride parecchio (forse ieri sera in sala si è riso fin troppo al cospetto di un humor che è più caustico e strisciante, in realtà), un incidente stradale, un’apparente gerarchia da sovvertire, ritmo incalzante, Mastandrea in stato di grazia attinge a tutti i suoi registri, dall’ironia stralunata e feroce, alle punte di malinconia, sino alle note grevi; ottimo co-protagonista Valerio Aprea in cui si riconosce un’impostazione attoriale fortemente teatrale, ciò lo rende incisivo, credibile ma meno naturale del collega di palco. Nel complesso davvero una gran performance, una bella serata meneghina piovosa a teatro, assolutamente consigliato.
Le signore dall’argentea criniera confermeranno; rimane soltanto una piccola, tediosa, precisazione: si chiama Mastandrea non Mastrandrea…questa maledizione delle “erre” di troppo dura da quasi vent’anni…