Elezioni politiche 2013: Vendola vs De Magistris

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:59

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il leader di Sel, Nichi Vendola, hanno incrociato i guantoni. In “palio” ci sono i voti dei tanti elettori di sinistra indecisi sul da farsi. Un’ampia platea di “nostalgici”, che fatica a comprendere se sia preferibile accordare la fiducia all’ex pupillo di Fausto Bertinotti (che ha scelto di allearsi col Pd e con Tabacci) o alla Rivoluzione civile di Antonio Ingroia (sostenuto da De Magistris) che ha, dal canto suo, aperto a “veterani” della politica come Ferrero, Di Pietro e Diliberto.

“Nella lista di Ingroia non c’è chiarezza di prospettive: c’è chi vuole considerare il centrosinistra un alleato e chi lo considera un nemico da abbattere. E’ un guazzabuglio di posizioni politiche”: così, qualche giorno fa, Nichi Vendola ha affondato sul movimento capeggiato dal togato in aspettativa. Un attacco che ha insolentito non poco il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, che alla corsa elettorale di Ingroia ha scelto di partecipare da fuori. “A Vendola, verso cui pure nutro stima – ha detto il sindaco “arancione” – vorrei ricordare che il guazzabuglio non è certo quello di Rivoluzione Civile che, in modo chiaro e netto, ha scelto di porsi come alternativa al berlusconismo e al montismo. A differenza di Sel – ha marcato De Magistris – una forza politica che si dichiara di sinistra e che propaganda il proprio anti-montismo per poi finire alleata del Pd, cioè una forza politica che ha sostenuto, fino a poche settimane fa, il governo Monti e su cui, ancora oggi – ha concluso l’ex dipietrista – grava l’ombra di un accordo da stipulare dopo le elezioni”.

Tanto quanto basta a far sbottare il governatore della Puglia: “Non c’erano queste obiezioni contro l’ipotesi dell’accordo con Monti da parte di De Magistris o da parte di Ingroia quando chiedevano di entrare nella coalizione di centrosinistra – ha replicato piccato Vendola – Il problema che divide il centrosinistra da quella coalizione non è Monti, è Napolitano. E’ l’assedio polemico che loro – ha sottolineato il leader di Sel – hanno esercitato nei confronti del presidente della Repubblica che, dal nostro punto di vista, resta il punto di riferimento della difesa dell’unità nazionale e dei valori della Costituzione”. “Se il Pd avesse dato semaforo verde all’ingresso di Ingroia nella coalizione – ha riconosciuto Vendola – allora saremmo stati tutti quanti immuni dal pericolo del montismo. Io mi batto perché il centrosinistra possa avere una vittoria piena e possa portare il Paese a quella svolta che noi intendiamo evocare quando parliamo di produrre e difendere lavoro“.