Redditometro 2013: è possibile giocare in difesa

Il redditometro continua a sollevare polemiche ed un bel po’ di dubbi. Il redditometro è al centro della bufera da lui stesso generata e mentre le prossime elezioni politiche si giocano sul filo del rasoio anche sulle spalle di questo nuovo strumento di indagine i cittadini, o meglio, tutti i contribuenti, si preoccupano per il futuro delle loro tasche. Proprio per questo motivo, il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, non si stanca di ripetere che non sarà un accertamento di massa, che non ci saranno controlli su chi ha un solo reddito di pensione ed eventuali incongruità con le spese, che non verrà applicata la “teoria del terrore” e che se non si è dei “finti poveri” o degli “evasori spudorati” è inutile preoccuparsi o avere atteggiamenti esagerati; dopo queste rassicurazioni, però,  il contribuente potrà veramente fidarsi e dormire sonni tranquilli? Ancora in attesa della circolare applicativa, che dovrebbe uscire entro Marzo 2013 e che dovrebbe confermare quanto dichiarato, sarebbe bene cercare di vederci chiaro e così, come molti consigliano, sarebbe bene, per capire se e quanto si è a rischio e se per il Fisco si ha un tenore di vita troppo elevato rispetto a quanto si guadagna, provare a compilare il redditest, un test anonimo di autodiagnosi, che si può effettuare collegandosi al sito della stessa Agenzia delle Entrate.

Come giocare in difesa. Sapendo che quello che conta di più sono le entrate, anche quelle meno note al Fisco o addirittura sconosciute, uno dei consigli migliori, per giocare in difesa, è quello di tenere a portata di mano tutto ciò che attesti la tracciabilità di altri redditi oltre allo stipendio o pensione, vincite al lotto, alle lotterie, donazioni, pensione di invalidità, borse di studio, compensi per prestazioni sportive, ecc, ecc. Le donazioni di parenti e familiari devono, infatti, essere eseguite con assegni non trasferibili. Tracciabili devono essere anche i regali di viaggi o vacanze per esempio quelle di studio o addirittura i viaggi di nozze. Moltissimi esperti, invece, continuano a ribadire l’inutilità della collezione degli scontrini della spesa, collezione che ha contribuito a diffondere il panico, ma che non servirà a nulla. Gli acquisti che hanno superato il valore di 3600 euro il Fisco li conosce già perché sono stati dichiarati dai commercianti con lo spesometro.

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