Elezioni 2013: il triangolo Monti-Pd-Pdl

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:38

Tra colpi bassi e aperture inedite, la campagna elettorale si trascina col suo carico di polemiche. Il premier uscente, Mario Monti, ha partecipato ieri alla trasmissione Radio anch’io, nel corso della quale, interpellato sull’affaire Monte dei Paschi di Siena, ha affondato sul Pd, sottolineando la “commistione” tra il partito di Bersani e la banca. Uno sgambetto non da poco, a cui il segretario dei democratici ha reagito stizzito. Mentre a sorpresa il Professore ha aperto al dialogo col Pdl, ma “mondato” da Berlusconi, ottenendo in risposta un fermo “no, grazie” da Angelino Alfano.

E’ bastata la partecipazione di ieri del presidente del Consiglio, Mario Monti, alla trasmissione Radio anch’io a condizionare le dinamiche della campagna elettorale. Il bocconiano ha sostanzialmente sparigliato le carte, allontanandosi di un passo dal Pd e avvicinandosi (dello stesso passo) al Pdl. Un “ballo” a tre, destinato ad agitare ulteriormente le acque. “Nella vicenda Monte dei Paschi di Siena – ha commentato ieri Monti interpellato sull’argomento – c’entra quel grande partito che viene spesso citato, cioè il Pd, che ha sempre avuto molta influenza attraverso la Fondazione su quella banca”. “Io non sono mica qui per attaccare Bersani – ha precisato l’ex tecnico – ma per attaccare molto decisamente il fenomeno storico della commistione tra banche e politica, che va ulteriormente sradicato”.

Parole che hanno avuto l’effetto di un cerino gettato sulla benzina. Tanto che Pier Luigi Bersani si è affrettato a replicare: “Monti trova un difetto al Pd tutti i giorni, per un anno non ne ho mai sentiti”. Ma lo scontro (a distanza) tra il Professore e il democratico non è stato l’unico argomento che ha tenuto banco nella discussione politica. A suscitare reazioni è stata anche l’inattesa apertura di Monti al partito di Angelino Alfano. “Il Pdl non sarà sempre guidato dall’onorevole Berlusconi – ha premesso il premier uscente – Si potrebbe benissimo immaginare una collaborazione con quella parte, una volta mondata e emendata dal tappo che, per sua natura, impedisce le riforme”.  

Un messaggio chiarissimo, quello inviato da Monti ad Angelino Alfano, al quale ha sostanzialmente chiesto di “scaricare” il Cavaliere. “Rispondo subito a Monti che ha detto che può avere dei contatti con il Pdl solo se viene mondato da Berlusconi – ha replicato l’ex ministro della Giustizia – Se c’è qualcosa da cui l’Italia deve essere mondata è Monti e il governo tecnico. Il Pdl è Berlusconi – ha scandito Alfano – senza Berlusconi il Pdl non è”.  

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