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Gattopardi egiziani: nulla è cambiato, scontri e morti “nelle piazze Tahrir”

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Il secondo anniversario della rivoluzione egiziana è solo la prosecuzione delle violenze che da due anni stanno bruciando il paese. La pubblicazione della sentenza sul massacro dello stadio di Port Said ha già provocato decine di vittime e centinaia di feriti e intanto la città è nel caos. Anche nella capitale proseguono le violente manifestazioni contro il presidente Mohamed Morsi.

Il gattopardo – Nulla è cambiato e la protesta continua. Sono passati due anni anche in Egitto, da quando la gente era scesa in piazza per spodestare il regime di Hosni Mubarak, ma la situazione è sempre la stessa. Il leader dell’opposizione Mohamed el Baradei aveva invitato la gente “a scendere in tutte le piazze Tahrir del paese”, per protestare contro la presidenza di Morsi, che avrebbe assunto toni autoritari, modificando la Costituzione, ma non le politiche economiche e sociali care alla popolazione. Il tutto sbilanciando il potere verso le forze islamiche e conservatrici.

Un bagno di sangue – La rivolta non si è mai del tutto placata, ma da due giorni la situazione è degenerata. Ieri era la giornata del secondo anniversario della rivoluzione, ma non ci sono stati festeggiamenti. Invece alla lettura della sentenza circa i fatti dello stadio di Port Said, in cui erano morti 73 tifosi, soprattutto della squadra el Ahly, è scoppiato il caos. Mentre i parenti delle vittime gioivano per la decisione di mandare a morte 21 dei 73 imputati, violenti scontri si sono diffusi in tutta la città e gli ultras del Masri hanno attaccato la prigione dove sono detenuti gli imputati del processo. La polizia ha subito usato le maniere forti e oltre ai lacrimogeni sono partiti anche colpi di arma da fuoco sulla folla. Ieri erano morte dieci persone, oggi le vittime sono già 27, tra cui due calciatori: Tamer el Fahla, ex portiere del Masri e Mohamed el Dezwi, del Marikh. Intanto la guerriglia urbana prosegue. Anche al Cairo le persone protestano nelle strade e nei giorni scorsi hanno cercato di abbattere un muro di cemento eretto per impedire alla folla di avvicinarsi al palazzo presidenziale. Primavera araba atto terzo.

http://www.youtube.com/watch?v=ECpBjpH7BNA

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