Ingroia a tutto campo: Pace fatta con Borsellino e Vendola sbaglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:33

Il candidato premier, Antonio Ingroia, ha presentato ieri a Palermo gli aspiranti parlamentari di Rivoluzione civile. L’occasione ideale per rimarcare alcuni punti focali della piattaforma programmatica del movimento e per fornire alcune precisazioni. Come quella sull’addio di Salvatore Borsellino, presente ieri all’incontro di Palermo: “Nessuna critica – ha spiegato il togato in aspettativa – potrà incrinare l’affetto che ci lega”.

Nel corso della conferenza stampa convocata ieri a Palermo, il candidato premier di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia, non ha lesinato commenti sui vari temi all’ordine del giorno. Ma ha voluto prendere le mosse dalle lotte che cercherà di portare a termine una volta entrato in Parlamento: “Proporremo la legge Ingroia-La Torre (Franco La Torre, figlio di Pio, è uno dei candidati di Rivluzione civile, ndr) – ha annunciato l’ex pm aggiunto di Palermo – con cui dimostreremo come risolvere il debito pubblico colpendo i patrimoni illeciti, mafiosi, dei corruttori. Conosciamo bene gli strumenti per individuare questi patrimoni, quelli che ci aiuteranno a risarcire l’Italia”.

“Non nascerà mai un partito Ingroia – ha precisato il leader di Rivoluzione civile – io sono solo il rappresentante di questa avanguardia. Non siamo la foglia di fico di nessuno – ha aggiunto in risposta alle accuse mosse da Beppe Grillo – I sondaggi ci danno al di sopra dell’8% e in Sicilia dovremmo ottenere seggi al Senato”. E approfittando della sua presenza in sala, il magistrato ha fornito la sua versione dei fatti sulla chiacchierata fuoriuscita di Salvatore Borsellino dal movimento: “Ci sono state inutili strumentalizzazioni – ha spiegato Ingroia – ma nessun tentativo di dividerci e nessuna critica, neanche la più aspra, potrà incrinare l’affetto che ci lega. Io e Salvatore abbiamo lo stesso obiettivo – ha assicurato il togato – una delle ragioni per le quali mi sono messo in questa avventura è quella di dare in Parlamento il mio contributo per l’accertamento della verità su quella stagione delle stragi e della trattativa”.

Di più: “Vogliamo cambiare la politica per dare tutti gli strumenti ai magistrati per andare fino in fondo – ha aggiunto il candidato premier – visto che la politica ha svolto un ruolo di ostacolo per l’accertamento della verità. Sono convinto che l’esito finale della commissione Antimafia è stata un’occasione perduta. La politica – ha tagliato corto l’ex “dipendente” della Nato – si è auto-assolta”. E invitato a esprimere un commento sul mancato alleato Nichi Vendola“E’ un amico che sbaglia troppo spesso – ha detto Ingroia – Dovrebbe essere di sinistra, ma è attaccato al carro del Pd che sta portando Sel nel baratro, nelle braccia mortali di Monti“. Quanto all‘apertura del premier dimissionario al Pdl “de-berlusconizzato”: “Non mi stupisce – ha freddato il leader di Rivoluzione civile – E’ coerente con le politiche sue e della sua lista, che è in linea con le politiche del governo Berlusconi. A stupire è semmai il Pd che rincorre Monti”.