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Roma: incendio sottopasso Corso Italia. Morti due clochard

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La tragedia è successa intorno alle ore 4.30, in un sottopasso di Corso Italia, nella città capitolina, dove è divampato un impetuoso incendio. I Vigili del Fuoco, celermente sopraggiunti sul luogo, dopo lo spegnimento delle fiamme, hanno trovato all’interno di una piccola nicchia i corpi carbonizzati di due senzatetto.

Incendio in un sottopassaggio, morti carbonizzati due senzatetto – Sono stati dei passanti a notare del fumo provenire dal sottopassaggio vicino Corso Italia, a Roma, e ad avvertire i soccorsi, con una chiamata ai vigili del fuoco. Tuttora è ancora in corso il sopralluogo del nucleo investigativo antincendio e della polizia scientifica per accertare le cause dell’incendio e contemporaneamente si sta anche effettuando l’identificazione dei due cadaveri che sono stati rinvenuti carbonizzati all’interno del sottopassaggio. Secondo le prime indiscrezioni, la polizia ipotizza che i due uomini siano di origine somala ed abbiano un’età compresa tra i 25 e i 30 anni. Varie le ipotesi che hanno portato al rogo: probabilmente, le rigide temperature di queste notti, avrebbero spinto i due clochard ad accendere un fuoco per riscaldarsi, senza immaginare il tragico epilogo; la polizia non esclude però del tutto anche l’ipotesi dell’atto doloso.

Cresce il numero dei senzatetto a Roma – Qualsiasi siano state le dinamiche dell’incidente che ha portato al rogo, è certo che casi simili sono già avvenuti in passato e spiacevolmente si intuisce che non è stato preso nessun efficace provvedimento in merito. Infatti, a Roma continua a crescere a dismisura il numero dei clochard che continuano a creare rifugi di fortuna all’interno dei sottopassi. In tutto sono 6mila le persone che vivono per strada in condizioni di degrado igienico-sanitario. È palese che un tale disagio, ormai radicato nelle grandi città italiane, deve essere fronteggiato con un mirato e risolutivo intervento istituzionale e non unicamente con l’impegno continuo delle associazioni di volontariato o con la creazione di strutture di accoglienza non perfettamente funzionali.