Appuntamento al buio… il fascino dell’ignoto: oltre la vita, i fantasmi

Un altro mistero che da sempre affascina milioni di persone è quello che aleggia sull’esistenza o meno dei fantasmi. Argomento del quale si parla moltissimo nella letteratura e cinematografia fantastica. Personaggi che paradossalmente si adattano perfettamente sia ad un racconto horror, sia ad uno romantico e poetico. Nel nostro immaginario la figura del fantasma spesso viene identificata come un anima che non vuole abbandonare la vita terrena. Un essere impalpabile ed invisibile che fluttua fra i vivi, alla ricerca di qualcosa e soprattutto di qualcuno con il quale entrare in contatto. I motivi possono essere molteplici, dalla vendetta, alla sete di giustizia o un grande amore. Un amore capace di sconfiggere la morte ed ardere in eterno. Vi ricordate il film: “Ghost”, diretto da Jerry Zucker? Secondo me una delle storia d’amore più poetiche e commoventi della storia del cinema.

L’anima di Sam che resta sulla Terra per proteggere  la donna che ama, Molly, dalla malvagità di colui che considerava amico e di cui si fidava.Ma ci sono anche storie inquietanti come quella raccontata nel film: “Il sesto senso”, diretto da M. Night Shyamalan, che narra di un ragazzino che suo malgrado vede le anime dei morti e può parlare con loro. C’è chi crede nei fantasmi e chi no. Ma se per le altre leggende possiamo divertirci a cercare di procurarci delle prove a favore o contro, in questo caso penso sia impossibile. Possiamo limitarci a credere o no, ai racconti fatti da chi dice di averli vissuti in prima persona. Nel film Ghost, il momento della morte di Sam viene raffigurata in questo modo: l’anima dell’uomo abbandona il corpo e rimane nelle vicinanze ad osservare incredula tutto ciò che accade intorno alle sue spoglie mortali, percependo la disperazione di Molly.

Nella vita reale c’è chi afferma di aver vissuto esperienze simili in quel che viene definito “stato di premorte”.  Persone per le quali i medici hanno constatato il decesso, ma che inverosimilmente sono ritornate alla vita, poco dopo. Le testimonianze sono davvero tante e incredibilmente simili. Riporto di seguito alcuni articoli del 2008 estrapolati dal blog “La scienza marcia e la menzogna globale”: Il cardiologo olandese Pim Van Lommel afferma di avere trovato la prova scientifica dell’esistenza della vita dopo la morte analizzando numerosi casi di “esperienze di pre-morte” [indicate spesso con l’acronimo NDE, ovvero Near Death Experience]. L’esperienza classica è la visione di un tunnel con una luce bianca sul fondo, ma anche un senso di distacco dal corpo e l’incontro con parenti defunti. Fra queste persone molte hanno provato l’esperienza della rivisitazione della propria vita passata (life review) ed alcuni di essi hanno avuto anche esperienze di distacco dal corpo con percezione del proprio corpo visto dall’esterno [indicate speso con l’acronimo OBE, ovvero Out of Body Experience]. I risultati del suo studio sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista medica The Lancet nel dicembre 2001 col titolo “Un’indagine estensiva in Olanda sulle esperienze di pre-morte in sopravvissuti ad arresti cardiaci” [“Near-death experiences in survivors of cardiac arrest: a prospective study in the Netherlands”].

Van Lommel ha intervistato 344 pazienti cardiopatici nell’ospedale di Arnhem (Olanda) che sono rimasti “clinicamente morti” per cinque minuti o più, prima di “ritornare in vita”. Di questi cardiopatici 62, ovvero il 18 per cento, ha riferito di avere provato le esperienze tipiche delle NDE durante la morte clinica, ciò dopo che (secondo le indicazioni dei monitor) avrebbero dovuto essere considerati deceduti. Circa la metà di loro era  stata consapevole della propria morte, e 15 avevano avuto esperienze fuori dal corpo (OBE) durante le quali erano consapevoli di tutte le complesse manovre mediche attuate su di loro. Un paziente fu in grado di riferire dove un’infermiera bionda aveva conservato la sua dentiera, che gli era stata rimossa durante le manovre rianimatorie, ovvero in una bacinella posta dall’altro lato della stanza. Dopo questo famoso studio, pubblicato nel 2001 dalla prestigiosa rivista medica “The Lancet”, il Dr van Lommel ha abbandonato il suo lavoro di cardiologo per dedicare il suo tempo a favore della ricerca sulle NDE (…) Naturalmente tutto ciò non prova nulla e continueranno ad esistere pareri discordanti.Ma per quanto riguarda il… sesto senso? Lunedì prossimo vi racconterò un fatto che mi riguarda molto da vicino! A presto.