Auto ibride: tecnologia al servizio del risparmio

Le sempre più severe leggi anti-inquinamento ed i costi di gestione in continuo aumento, da anni spingono le case automobilistiche ad adottare tecnologie che mettano i clienti in condizione di risparmiare il più possibile. In Italia il problema dell’aumento del carburante, talvolta apparentemente fuori controllo, ha fatto alzare le vendite delle auto a tecnologia ibrida.  Di quest’ultima ne esistono di diversi tipi: una delle più diffuse è quella chiamata Mild Hybrid ,che si divide in seriale e parallelo, adottata ad esempio dalla Honda Insight.  In particolare la Insight  è spinta dal Mild Hybrid parallelo, progettato per aiutare il motore termico in fase di accelerazione. La casa giapponese è da sempre piuttosto attenta al binomio risparmio/inquinamento. In questo senso infatti va anche il sistema Econ del più imponente CRV, un crossover con una storia piuttosto lunga, il quale, anche se con qualche difficoltà, è riuscito a resistere alla crisi.

Agli albori, se così si può dire, fu il sistema delle valvole a fasatura variabile V-TEC (montato per la prima volta su una moto, una Honda CBR 400, nel 1983). Grazie a quest’ultimo nacquero veri propri “bolidi” dai consumi tutt’altro che proibitivi. Honda non è ovviamente l’unica casa asiatica ad essersi buttata nella tecnologia Ibrida. La Toyota Prius è, in fatto di doppia alimentazione termica-elettrica, un altro caposaldo della produzione mondiale. La media giapponese adotta, diversamente dalla Insight, la tecnologia Full Hybrid. Nonostante rappresenti ancora  non  più del 2% del totale, il mercato delle auto ibride può vantare ormai una scelta molto interessante, anche nei settori di alta gamma. Esempi in questo senso arrivano prima di tutto dall’Europa con le Audi Q5 Hybrid  e  le serie 3-5-6 Active di Bmw.  Per quanto riguarda i costi, da una recente indagine di Altroconsumo si evince che, con le auto Ibride, un risparmio significativo esiste, ma più che altro nell’ambiente cittadino,  visto che ad ogni frenata le batterie si ricaricano. In autostrada invece tale risparmio sarebbe quasi nullo. A vantaggio delle ibride gioca però anche il costo iniziale. Si parte da circa 18.000 euro, contrariamente a quelle elettriche, per le quali invece il prezzo partirebbe da 30.000 euro.