Mps, la difesa di Bersani: Se ci attaccano, li sbraniamo

Il timore che lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena possa condizionare il risultato della prossima tornata elettorale si fa sempre più insinuante nella mente di Pier Luigi Bersani che ha, per questo, deciso di passare al contrattacco. Alle incalcolabili accuse di “ingerenza” con lo storico istituto di credito senese mosse da tutti gli avversari politici al suo partito, il democratico ha scelto di replicare a muso duro, confidando nella collaborazione dell’alleato Nichi Vendola.

“Non si azzardino a dire a livello subliminale, destra e Lega, che sul Monte dei Paschi, su questa commistione politica, siamo stati scorretti perché li sbraniamo“. E’ quanto è tornato a dire ieri il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, in campagna elettorale. Se ci cercano, noi del Pd ci siamo – ha continuato il democratico – Sulla questione del Monte dei Paschi si parla di localismo, di Comune, di Provincia? Se si parla di questo, è documentato che il nostro partito è sempre stato contro. Il sindaco ha favorito un ricambio nei vertici del Mps e poi è saltato”. Non basta: “Si parla di derivati? – ha incalzato Bersani nella sua autodifesa – Si registri la battaglia che abbiamo fatto per limitare questi strumenti e si guardi, invece, a Tremonti che li consigliava”.

A non sottostimare l’insidia Mps sembra essere anche Nichi Vendola, che ha fatto da cassa di risonanza allo “sdegno” manifestato dagli alleati: “Nessuno può salire in cattedra tra coloro che cercano di impartire lezioni al Pd – ha tuonato il numero uno di Sel – Non il Pdl di Verdini, non il Pdl di Tremonti, autore dell’entrata dell’Italia nella finanza opaca dei derivati, non Monti che ha l’icona di moralizzatore dei mercati finanziari, non la Lega che deve solo tacere. Tuttavia – ha suggerito il governatore della Puglia – vanno separate le banche di affari da quelle commerciali”. 

E a dare una mano al suo partito è stato anche Massimo D’Alema che, ospite due giorni fa della trasmissione Omnibus, ha affondato sul premier uscente: “Il professor Monti, che ora punta il dito contro di noi – ha detto l’ex parlamentare – ha preso quello (Alfredo Monaci, ndr) che fino all’ultimo ha sostenuto la vecchia gestione di Mps e ha contribuito a rovesciare il sindaco e lo ha messo nella sua lista elettorale. E si mette pure a farci la morale. Siccome ho stima di Monti – ha concluso ironico D’Alema – sono sicuro che qualcuno ha preso la decisione alle sue spalle”.