Ustica, la sentenza: un motivo per morire

Dopo oltre 32 anni di attesa è arrivata la sentenza della corte di cassazione sulla strage di Ustica. Una delle pagine più nere della storia d’Italia si colora così almeno di un po’ di verità e lo stato italiano è stato condannato a risarcire le famiglie delle vittime.

La verità è che è stato abbattuto – Il 27 giugno 1980 è una data sempre più lontana, ma non per questo ciò che è accaduto quel giorno è stato dimenticato. Per anni si è speculato sulla possibile dinamica dell’incidente aereo, che ha causato la caduta del Douglas Dc-9 della Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo, mentre era in volo tra Ponza e Ustica. Oggi sappiamo che è stata un’esplosione in aria a distruggere il velivolo, facendolo precipitare in mare e la causa della deflagrazione sarebbe stata un missile e non un ordigno a bordo come si era pensato per molto tempo. 81 persone sono morte in quella giornata di fine giugno e finalmente qualcuno dovrà pagare per quanto accaduto.

Qualcuno deve pagare – La decisione ultima della cassazione conferma così la sentenza del tribunale di Palermo, emessa il 10 settembre 2011. Sarà lo stato a dover risarcire le famiglie delle vittime, perché l’aereo è stato abbattuto intenzionalmente durante un’azione di guerra e non sono state adottate le misure necessarie per impedire il disastro. L’utilizzo dei radar militari e civili avrebbe potuto subito chiarire la situazione e magari evitare l’abbattimento, ma in quell’occasione non è stata garantita la sicurezza dei cieli. La vicenda comunque non finisce qui, perché ancora molti dettagli devono essere accertati. Appurato che si è trattato di un attacco a tutti gli effetti, rimane da determinare di chi sia stata la mano che ha premuto il grilletto e perché le prime commissioni d’inchiesta abbiano dirottato l’attenzione su un possibile cedimento strutturale di un componente dell’aeromobile.