Alessandra Mussolini lascia lo studio di La7: Duce non apprezzato

“L’aria che tira”, mai titolo fu più appropriato del programma di La7 entro il quale, ieri, si è consumata una battaglia verbale tra Alessandra Mussolini ed il giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi. Partiamo dalla fine, ovvero dalla Mussolini che abbandona la propria seduta apostrofando il giornalista con un’elegante “testa di cazzo“, mentre guadagna l’uscita dallo studio; Scanzi ringrazia sottolineando che il suo rispetto va a persone come Matteotti o Gobetti, ovvero uomini che sono stati devastati da suo nonno. Come si è giunti a questo scontro? Il Giornalista del Fatto stava snocciolando alcune gaffes di natura storica dell’ex premier Silvio Berlusconi, sottolineando il fatto che l’uomo si fosse appisolato durante le celebrazioni della Giornata della Memoria.

Immediatamente la Mussolini ribatte “Berlusconi è sempre sveglio, anche quando dorme” Scalzi non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro e prosegue incalzando, finché la celebre deputata non lo interrompe chiedendo “Ma lei chi e’? Lei sa chi siamo noi e io non so chi sia lei” il giornalista ribatte “io so chi e’ lei, chi era suo zio e chi era suo nonno”. Inevitabilmente la discussione si accende, conoscendo il carattere fumantino della Mussolini non poteva essere diversamente.

La padrona di casa, Myrta Merlino, chiede, invano, di non trascendere e non porre la questione sul “familiare” ma la Mussolini controbatte “facciamolo, invece, e parli con rispetto” Scalzi prende quest’invito come un assit e affonda: “di Benito Mussolini non ho alcun rispetto, cara signora“.  Con un sonoro insulto, già riportato in apertura del pezzo, Alessandra Mussolini abbandona lo studio, Scalzi ringrazia e resta al proprio posto. Questi sono i fatti, ognuno ha il diritto e il dovere, di formarsi un personale giudizio in merito agli accadimenti ed alle varie esternazione che, da ogni dove, in questi giorni hanno riguardato Benito Mussolini; è solamente utile ricordare, per completezza di informazione, che per la Costituzione italiana l’apologia del fascismo è considerata un reato.

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