Baustelle, Fantasma. «Di realtà e di irreale vieni a fartene un’idea»

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:16

Dopo tre anni di silenzio, dettati dall’impegno letterario di Bianconi che ha pubblicato “Il Regno Animale”, i Baustelle ricompaiono sulla scena musicale con il loro ultimo album “Fantasma”.
Se già eravamo abituati al loro sperimentalismo, ai loro testi difficili e alla loro musica, che lo stesso leader definisce non facile da ascoltare, allora non rimarremo delusi dalle spiccate tinte gotiche di “Fantasma”: Bianconi riveste i panni di un poeta dello Sturm und Drang e adagia i suoi testi su un accompagnamento orchestrale (la FilmHarmony Orchestra di Breslavia è la vera novità nel sound di quest’album).

La band di Montepulciano ha deciso di registrare in casa (il disco è stato inciso nella Fortezza Medicea di Montecatini), sia per l’atmosfera evocativa del luogo ma soprattutto per non dovere arrendersi ai pressanti ritmi degli studi di registrazione e poter dedicare più tempo al loro lavoro.
Forse perché proprio il Tempo è il vero protagonista, il filo conduttore delle 19 tracce che compongono l’album: convivono intrecciati passato e futuro, si alternano disincanto (<<Il futuro desertifica la vita ipotetica>>) e speranza (In “La morte (non esiste più)” si invoca addirittura la ginestra leopardiana) e d’altro canto Bianconi stesso si definisce un pessimista speranzoso.

Perché il titolo? Si cercava un titolo che avesse a che fare con il tempo e fantasma sembrava adeguato, infatti il << fantasma è una cosa morta che riappare nel presente, quindi è il simbolo che mette in comunicazione due declinazioni temporali diverse>> ed emblematici sono gli ultimi versi di “Cristina” in cui si sottolinea come i fantasmi che fanno più paura agli uomini sono quelli pronti a ricordare loro lo scorrere del tempo, ma <<guai a non lasciarsi ipnotizzare da mondi lontani>>.
La storia di fantasma è la storia di ognuno di noi, è versatile perché ognuno può leggere la propria storia all’interno, perché il tempo ci appartiene e non dobbiamo essere passivi al suo cospetto.

Non mancano gli intermezzi musicali, anche molto brevi; colpiscono canzoni come “La morte (non esiste pù)”, già presentata come singolo il 28 dicembre, ” Monumentale”, dai temi spiccatamente foscoliani che sfocia in una velata invettiva nei confronti dei talent, invettiva che non spiega come mai Bianconi abbia prestato le sue parole per il debutto a Sanremo di Chiara Galiazzo, neovincitrice di X-Factor; quasi stona all’interno del cd “Contà l’inverni”, tutta in romanesco. Questa scelta è stata dettata dalla melodia che era stata composta orfana di un testo, e che richiedeva l’abuso di parole tronche: quale migliore soluzione di sperimentare il dialetto romanesco?

È già pronto il tour del concept-album che partirà il 18 Febbraio a Cosenza, e a seguire Bari il 19 Febbraio, Roma il 20 Febbraio, Firenze il 23 febbraio e Milano il 25 Febbraio: queste le prime cinque date, le uniche in cui sul palco presenzierà l’intera FilmHarmony Orchestra. Per tutte le altre date l’orchestra verrà ridimensionata per motivi logistici. E forse vederli sul palco potrebbe essere l’unica occasione: difficile immaginare loro apparizioni in tv, specialmente a Sanremo, infatti per Bianconi <<Sanremo è come la morte, vi si dà troppa importanza>> e d’altra parte, afferma Rachele Bastreghi, si può avere successo anche senza salire su quel palco. Esattamente come i Baustelle.

Giulia Piccitto