Berlusconi e Mussolini: polemica internazionale

Le parole pronunciate da Silvio Berlusconi nel Giorno della Memoria hanno vinto i confini nazionali. Dal New York Times al Sunday telegraph, passando per El pais e Spiegel, gli organi d’informazione straniera hanno dedicato ampio spazio alle valutazioni del Cavaliere su Benito Mussolini. Una polemica ravvivata anche dalle parole della commissaria europea, Cecilia Malmstrom, che ha invitato tutti i leader europei a chiudere la porta alla propaganda e alla demagogia. E in Italia il dibattito s’infiamma, caricandosi di nuove tensioni.

Mentre il diretto interessato continua a proclamare la propria innocenza, accusando gli avversari di voler strumentalizzare le sue dichiarazioni in vista della prossima tornata elettorale, i fari non si spengono sulle recenti esternazioni di Silvio Berlusconi.  Anche le parole pronunciate ieri dal commissario Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, sono state inserite all’interno della polemica italiana: “Non sconfiggeremo l’estremismo violento – ha detto la politica svedese – senza affrontare anche la propaganda populista e demagogica che prepara il terreno per la violenza ideologicamente motivata. Dalla seconda guerra mondiale, le forze estremiste e populiste non avevano avuto tanta influenza nei Parlamenti nazionali come oggi. Abbiamo bisogno di più leader europei che esprimano la loro opposizione all’estremismo crescente – ha rimarcato la Malmstrom – Dobbiamo avere il coraggio di prendere posizione e proteggere i nostri comuni valori europei”. 

A diretta domanda, la diplomatica ha risposto di non aver letto nel dettaglio le dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Mussolini, ma il suo sostanziale “rimprovero” è stato interpretato da molti come il chiaro ammonimento della Ue alle “imprudenze” storiografiche del Cavaliere. Ma se la notizia ha vinto i confini nazionali, è nel Bel Paese che continua a suscitare le reazioni più feroci. A passare all’attacco dell’ex premier è stato ieri il candidato di Rivoluzione civile, Gianfranco Mascia“Le sue dichiarazioni sul ‘Mussolini buono’ – ha commentato – non si possono annoverare nel lungo elenco di boutade che ha costellato questi venti anni di berlusconismo imperante. Sono pericolose e potrebbero configurare un reato. Ma questo – ha precisato Mascia, che ha presentato un esposto alla Procura di Roma – saranno i giudici a deciderlo”.

Di tutt’altro avviso l’ex ministro, Renato Brunetta, che si è schierato senza tentennamenti al fianco dell’ex presidente del Consiglio. “Credo che Berlusconi abbia detto quello che la maggioranza degli italiani pensano su Benito Mussolini – ha osservato – Premettendo che è stata una dittatura, che ha negato le libertà, va detto che il fascismo ha prodotto welfare senza democrazia, esattamente come avvenuto in Unione sovietica. In quegli anni – ha ricordato Brunetta – è nata l’Inps, sono state istituite le colonie estive per i bambini ed altro che non c’era e c’è ancora sul fronte del welfare”. “Quelle di Berlusconi sono parole di buon senso collocate in un momento sbagliato – ha aggiunto l’ex responsabile della Pubblica amministrazione – Gli italiani, condannando il regime dittatoriale, si riconoscono in larga parte nelle parole di Berlusconi”.