Corea del Nord piegata dalla fame: spuntano casi di cannibalismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:45

La Corea del Nord è da anni sottoposta ad una crisi alimentare molto dura, che costringe la popolazione ai gesti più drammatici, anche al cannibalismo. Gli ultimi casi sono stati documentati dal giornale inglese Sunday Times.

Una strage che dura da più di vent’anni – Solo nel 2012 sarebbero state 10 mila le persone morte in Corea del Nord per denutrizione. Una cifra che si va a sommare ai circa 2 milioni di vittime degli anni novanta, una strage poco considerata, dovuta alla politica del regime di Pyongyang che dirotta la ricchezza del paese verso investimenti militari, oltre che per le sanzioni imposte dalla comunità internazionale. Così ci sarebbero addirittura episodi di cannibalismo, l’ultimo dei quali è stato riferito dal Sunday Times. Riguarderebbe un padre di famiglia che ha ucciso i suoi due figli per poi mangiarli. Ma è solo una delle tante tragedie legate alla condizione alimentare della popolazione nordcoreana. Un altro uomo avrebbe riesumato invece il corpo di sua nipote per sfamarsi e un altro ancora si sarebbe cibato di sua figlia.

Grattacieli, missili e povertà – Biasimare e criticare simili comportamenti sarebbe facile. Ma la situazione alimentare nella Corea del Nord è sempre più critica e un recente rapporto delle Nazioni unite ha rivelato che metà dei 22 milioni di abitanti del paese vive con meno di un dollaro al giorno. A proposito degli episodi di cannibalismo, l’agenzia di stampa Asia News ha commentato: “Sui singoli casi è impossibile parlare. Quel che è certo è che i coreani del Nord sono ridotti davvero alla fame: nulla potrebbe ormai sorprendere.” Una situazione che stona con lo sviluppo militare imposto dal regime e con le sue mire nazionalistiche. Una delle ultime mosse è stata quella di minacciare gli Usa di un attacco nucleare, dopo il successo del lancio del primo missile balistico nordcoreano in dicembre. Ma probabilmente il “Brillante Compagno”, come è stato nomitao il leader Kim Jong-un, dovrebbe concentrarsi prima sulla salute della sua popolazione, che su parate dimostrative e progetti di guerra su scala globale.