Elezioni 2013: botte da orbi tra Monti e Vendola

I battibecchi tra Mario Monti e Nichi Vendola stanno diventando un leitmotiv dell’ultima campagna elettorale. Le posizioni tra il presidente del Consiglio uscente e il leader di Sel appaiono sempre più inconciliabili e tracciano un grande punto interrogativo sugli scenari futuri. Se la coalizione di centrosinistra non dovesse ottenere la maggioranza al Senato (come è possibile che accada), il partito di Pier Luigi Bersani potrebbe trovarsi di fronte a una scelta amletica, che lo costringerà a sciogliere le riserve e a svelare – una volta per tutte – le sue reali intenzioni, in vista del governo futuro del Paese.

Il premier dimissionario, Mario Monti, ha scelto ieri le frequenze di Radio 24 per assestare l’ultimo affondo su Nichi Vendola. Invitato a prefigurare le reazioni dei mercati nel caso in cui l’intesa Bersani-Vendola dovesse centrare la vittoria elettorale piena: “Se lui avesse un grande impatto sul governo prossimo venturo – ha detto il Professore riferendosi al leader di Sel – prima che i mercati si accorgano che Vendola è un solido cultore della disciplina finanziaria, qualche problemino sui mercati ci sarebbe”. Come dire che l’arrivo del governatore pugliese nei palazzi di Roma potrebbe provocare un nuovo insidioso rialzo dello spread.

Una “stilettata” che ha spinto il diretto interessato a rispondere a muso duro: “Con tutto il rispetto e la simpatia per la persona – ha commentato Vendola da Repubblica Tv – Monti è un esponente del polo conservatore, che non ha fatto bene all’Europa. Mira all’ingovernabilità per essere il dominus della situazione ed ipotecare le politiche economico-sociali”. Di più: “Se immagina di poter precipitare l’Italia in una palude – ha rincarato il numero uno di Sel – io non nuoto nella palude”. La sinistra in Europa ha già baciato molti rospi – ha osservato piccato Vendola – senza per questo trasformarsi in principe azzurro”.