Il sondaggio di Grillo: Nessuno deve restare indietro

Il “megafono” del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha lanciato ieri un sondaggio sul suo blog per individuare le priorità utili a ripristinare lo stato sociale in Italia. “Nessuno deve restare indietro”, ha spiegato il comico genovese, che ha invitato gli internauti a votare i 5 punti più importanti per la riqualificazione del welfare nazionale. Tra le opzioni indicate, il tetto massimo pensionistico di 5 mila euro al mese, il ripristino dei soldi tagliati alla scuola e alla sanità, ma anche l’impignorabilità della prima casa e il reddito di cittadinanza.

“L’Italia deve essere, prima di ogni altra cosa, una comunità. In una comunità, tra i valori più importanti vi è il senso di solidarietà. Il cittadino deve essere il centro della politica. La sua stella polare. Va garantita a tutti una vita dignitosa e, se possibile, la felicità”: è quanto ha scritto ieri sul suo blog Beppe Grillo. L’animatore del Movimento 5 Stelle, che continua a riempire le piazze con il suo “Tsunami tour”, non intende rinunciare al filo diretto con i supporter della Rete, ai quali ha chiesto di partecipare a un sondaggio per individuare le priorità utili a rimettere in piedi lo stato sociale italiano.

“Lavoriamo per pagare le tasse – ha scritto Grillo – Questi soldi devono essere utilizzati cambiando radicalmente le priorità. La salute, la scuola, le pensioni, la protezione sociale, l’ambiente: queste sono le priorità. Non gli armamenti, le grandi opere pubbliche inutili come la Tav o l’Expo o la Gronda, le missioni di guerra in Afghanistan o i finanziamenti a partiti e giornali, alle banche, le pensioni d’oro. Bisogna riavvolgere il nastro – ha concluso il blogger –  ritornare a un senso di umanità“. 

Il sondaggio pubblicato sul sito di Grillo indica al primo posto il tetto pensionistico massimo di 5.000 euro mensili (votato da quasi il 69% degli internauti), seguito dal  ripristino dei soldi tagliati a scuola e sanità (62, 19%) e dall’eliminazione dei fattori di rischio ambientale (60, 61%). Parecchio distanziate le altre opzioni: il reddito di cittadinanza (votato da quasi il 49% dei partecipanti), la pensione a 60 anni (più del 45%), l’impignorabilità della prima casa (44,22%) e l’abolizione dell‘Imu sulla prima casa (42, 63%). “Fanalini di coda” la settimana lavorativa di 36 ore (22, 88%), le leggi per una maggiore tutela della sicurezza sul lavoro (17,21%) e la cancellazione della legge sugli “esodati” (indicata da solo il 15,84% dei partecipanti).