Israele bombarda vicino Damasco e il regime si riconcilia con il mondo arabo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:51

L’attacco ad un centro di ricerca vicino Damasco effettuato ieri è stato condotto dall’aviazione israeliana. Subito dopo la scoperta sono piombate le accuse del regime di Bashar al-Assad, che si è riunito al mondo arabo, creando una coalizione contro l’azione di Israele.

L’azione preventiva di Israele – Ieri la notizia del bombardamento di un centro di ricerca vicino a Damasco da parte di jet stranieri era rimbalzata in tutto il mondo. Oggi la conferma che si è trattato di un attacco preventivo di Israele, di cui gli Stati Uniti erano a conoscenza, ha suscitato le aspre critiche del mondo arabo e dei governi che sono ancora rimasti al fianco del regime di Assad, nonostante la dura repressione che continua nel suo paese. Obiettivo del raid israeliano sarebbe stata una colonna di camion che trasportavano missili altamente tecnologici verso il Libano e probabilmente erano destinati ai militanti di Hezbollah. Nel dettaglio si sarebbe trattato di armi di fabbricazione russa Sa-17, battezzate in codice Nato “Grizzly” e capaci di abbattere aerei nel raggio di 50 km.

Fronte unito – “Piena solidarietà con la leadership siriana, l’esercito e il popolo” hanno riferito membri di Hezbollah, mentre anche la Lega Araba si è schierata in difesa degli interessi della Siria, insieme alla Russia, in apprensione per quanto accaduto e dal Cremlino si chiede alla comunità internazionale “misure immediate per chiarire l’accaduto in tutti i dettagli”. Una situazione che risulta comoda per Assad, che può ora contare su un fronte unito, che distoglierà almeno per qualche ora la comunità internazionale dai problemi che attanagliano il suo paese. Certo l’irruzione a scopo preventivo di Israele non mirava a rafforzare la posizione siriana, inserendosi in una tattica di disarmo storicamente consolidata, ma così facendo ha involontariamente riavvicinato i vari movimenti nel mondo arabo e gli alleati di Assad, che si stavano sempre più allontanando dalla linea repressiva del regime nei confronti della sua popolazione.

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