Elezioni 2013: Giannino spara su tutti

Dagli schermi di Corriere Tv, il candidato premier di Fare per Fermare il declino, Oscar Giannino, ha destinato affondi a tutti i suoi competitors. Da Silvio Berlusconi all’oligarchia democratica, passando per Mario Monti e il Movimento 5 Stelle: il giornalista ha mirato dritto su tutti gli avversari elettorali, confermando la volontà di apportare un’impronta innovativa alla politica nazionale, nel segno della competenza e della discontinuità.

“Ai lettori chiedo di comportarsi come farebbero nella vita privata: dareste la vostra fiducia a un partner che vi ha tradito per 18 anni?”. E’ quanto ha risposto ieri Oscar Giannino a un ascoltatore di Corriere Tv che domandava per quale motivo bisognerebbe votare per un movimento che non ha alcuna possibilità di vincere. Una risposta con cui l’economista ha tentato di invogliare gli elettori a optare per la scelta più sensata (a suo giudizio) chiudendo la porta alle troppe promesse disattese consegnate negli ultimi 20 anni. A partire da quelle del Cavaliere: “E’ da anni che sostengo che Berlusconi ha perso i titoli della credibilità – ha dichiarato Giannino – li ha persi in Europa, ma non solo. Il Giorno della Memoria ha detto sciocchezze che fanno inorridire intaccando la sacralità di un anniversario così importante”. 

E il partito di Pier Luigi Bersani“Il Pd ha ucciso quello che poteva portarci dritti alla terza Repubblica, cioè Matteo Renzi – ha osservato il giornalista – Continuo a pensare che con le primarie aperte avrebbe vinto e che non avremmo avuto il ritorno in campo di Berlusconi. Il Pd ha fatto un errore grave, ha voluto preservare la continuità con l’organizzazione oligarchica rossa, che è l’unico pezzo che resta in piedi dell’Italia pre-muro”.

Ma è allo schieramento trainato da Mario Monti che l’economista sembra destinare le “stoccate” più ficcanti: “Monti sta ancora scrivendo l’agenda, va bè aspettiamo – ha ironizzato Giannino – Ma a me non piace neanche il criterio con cui ha composto la sua agenda: non mi piace il criterio stretto tra Montezemolo e Sant’Egidio. Vedo che tra i candidati al Senato ci sono soprattutto esponenti di Udc e Fli – ha evidenziato il leader di Fare per Fermare il declino – e che tra i soggetti privati ci sono nuovi portatori di conflitti d’interesse“.

E se alla Rivoluzione civile di Antonio Ingroia l’economista ha riservato solo una battuta liquidatoria, definendola la “sommatoria di Idv, Prc, Pdci e Verdi, più  argomentato è stato, invece, il ragionamento sul Movimento 5 Stelle“Conosco e stimo molti attivisti del Movimento 5 Stelle – ha premesso il candidato premier – ma quando Beppe Grillo apre la bocca sulle proposte economiche, io vi devo far riflettere cari amici. Il problema non è che, se il Movimento 5 Stelle dovesse avvicinarsi a posizioni di governo, in Europa non sarebbero d’accordo. Il problema – ha tagliato corto Giannino – è che i mercati non sarebbero d’accordo e ci manderebbero l’ambulanza“.