Ingroia vs Boccassini: interviene l’Anm

A “silenziare” l’asprissima polemica che ha tenuto occupati, negli ultimi giorni, Antonio Ingroia e Ilda Boccassini ci ha pensato ieri l’Anm (Associazione nazionale magistrati). I due ex colleghi si erano rimpallati battute al vetriolo dopo che il leader di Rivoluzione civile aveva azzardato un parallelo tra le polemiche fioccate su di lui all’indomani del suo impegno in politica e quelle fioccate su Giovanni Falcone per la collaborazione con l’allora ministro della Giustizia, Claudio Martelli. Tanto quanto basta a far saltare dalla sedia il pm di Milano, che ha definito “misurabile in anni luce” la distanza tra il “piccolo” Ingroia e il “grande” Falcone. A fare da cassa di risonanza gli interventi – più o meno ortodossi – dei familiari di Falcone e di Borsellino e di ex magistrati, come Piero Grasso, che hanno sostanzialmente rincarato l’affondo su Antonio Ingroia.

Una situazione davvero incandescente, che ha tenuto banco per diversi giorni, riabilitando la memoria dei due giudici anti-mafia in maniera inopportuna. Almeno secondo il giudizio di Rodolfo Sabelli e Anna Canepa, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Anm. “La memoria di Falcone, Borsellino e di tutti i magistrati caduti – hanno dichiarato ieri – deve essere mantenuta viva. Loro sono un esempio per noi. Altri richiami, soprattutto in campagna elettorale, sono inopportuni”. “Non vogliamo intervenire in situazioni di polemiche che non vanno alimentate – hanno precisato Sabelli e Canepa  – Non strumentalizziamo tutto ciò, soprattutto in campagna elettorale. Falcone e Borsellino sono patrimonio del Paese, della magistratura e della legalità: li onoriamo ogni volta, li ricordiamo a tutti i colleghi, anche a coloro che non li hanno conosciuti e che non hanno vissuto quei momenti”.