Sanremo 2013: Mengoni difende i reduci dei Talent Show

Un talent alle spalle non è il peccato originale. Con la crisi che c’è guardare con snobberia un talent è un grande errore“. Marco Mengoni non usa mezzi termini per difendere la sua categoria – quella degli interpreti lanciati dai Talent Show – dalla pioggia di critiche e accuse provenienti soprattutto dalla vecchia guardia (canora e giornalistica). Dalle pagine del Corriere della Sera, il vincitore di X Factor 3 ha replicato senza timori reverenziali di sorta alle accuse di faciloneria: “Sono fiero di essere uscito da X Factor ed è innegabile che mi abbia aiutato, ma è la musica che deve spingerti ad andare avanti non la popolarità. Consumare gli album dei Beatles e dei Rolling Stones, studiare David Bowie o Patti Smith, scoprire Kasabian, Paolo Nutini o James Blake deve essere lo stimolo a continuare a crescere“.

Vecchie polemiche – La polemica tra la vecchia guardia musicale (alcuni, soprattutto in riferimento a Sanremo, li chiamano “dinosauri”) e i nuovi cantanti reduci dai talent è ormai piuttosto scontata e piuttosto banale. Molte critiche erano ad esempio arrivate all’indirizzo di Chiara Galiazzo, vincitrice dell’ultima edizione di X Factor, che alcuni colleghi pressoché sconosciuti (vedi Antonio Maggio degli Aram Quartet) o in preda ad ansie da dimenticatoio (vedi Ornella Vanoni) hanno reputato troppo precoce o poco conosciuta per partecipare nella categoria Big del Festival dei Fiori. Chiara, però, con il suo consueto buon senso, ha replicato sin da subito con perentorietà: “Voglio concentrarmi con un unico obiettivo, non fare brutte figure e portare le canzoni, che è anche il motivo per cui voglio essere lì – ha affermato l’interprete padovana ai microfoni di Tv, Sorrisi e Canzoni – . Voglio che la gente dica che il Sanremo da Big, anche se non sono big, me lo sono meritata. Se alle cose ci vai preparata, è tutto diverso“.