Smontare le città per produrre energia

L’ultima sfida ingegneristica è partita dal Giappone, dove l’abbattimento di edifici vecchi e ormai obsoleti potrebbe nascondere l’opportunità di produrre energia pulita. Una vera innovazione nel campo dell’edilizia, che sta venendo provata su un gigante di Tokio in via di dismissione.

Divorato dall’interno – Il Grand Prince Hotel Akasaka sarà un esempio per l’ingegneria moderna e non per le sue linee, decisamente poco avveniristiche. L’albergo si trova in una torre alta 140 metri, un grattacielo considerato ormai passato non solo per il suo aspetto, ma anche per la funzionalità interna e la resistenza a futuri sismi. Da qui l’idea di “smontare” il palazzo, ma le sue dimensioni e il poco spazio nella zona circostante hanno subito posto il problema sulla procedura migliore da adottare. Così la Taisei Corporation, a cui è stato commissionato il lavoro di dismissione, ha deciso di tentare un nuovo approccio. Si chiama Tecorep (Ecological Reproduction System) e prevede lo smantellamento dell’edificio piano per piano, utilizzando delle gru per reggere la struttura, mentre all’interno gli operai saranno all’opera per asportare ogni dettaglio.

La corsa verso terra – In questo modo il grattacielo scomparirà gradualmente. Un tetto provvisorio e una copertura esterna, non mostreranno ciò che accadrà nel cantiere e così l’Hotel Akasaka scenderà lentamente, fino a quando gli ultimi piani non raggiungeranno il suolo. I lavori sono già iniziati e si procede con una media di un piano ogni dieci giorni e in questo modo la “demolizione” verrà pacificamente completata a maggio. Bastano 15 gru per reggere la struttura dell’edificio, oltre a 1500 tonnellate di ponteggi durante le operazioni di asporto, e durante l’abbassamento del grattacielo, verrà sfruttato il suo peso per produrre energia. Una grande trovata, che proteggerà anche i cittadini dei dintorni dall’invasione di polvere e inquinamento acustico, perché ogni momento del progetto verrà applicato in ambienti interni. In questo modo le emissioni nocive vengono ridotte dell’85% e il rumore prodotto si abbassa a 15 decibel. Dati che suoneranno importanti anche per le future demolizioni, dato che in Giappone ci sono 700 palazzi che superano i 100 metri d’altezza e 100 di essi hanno più di vent’anni.

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