Appuntamento al buio… il fascino dell’ignoto: il fantasma in poltrona

Visivo, auditivo, olfattivo, tattile e gustativo. Questi sono i nostri classici cinque sensi. Che, consapevolmente o no, usiamo tutti i giorni. E il sesto? Che cosa si intende per sesto senso? La capacità, che soltanto pochi individui avrebbero, di entrare in contatto con un’altra dimensione, o comunque  con qualcosa impossibile da percepire con nessuno degli altri cinque. Si dice che molti animali lo posseggano, primi fra tutti i cani. Ad esempio, spesso percepiscono i terremoti molte ore prima che si verifichino o capiscono quando una persona sta per morire.

Inquietante la storia di un gatto, nominato angelo della morte, che veniva fatto passeggiare nelle corsie di un ospedale. Quando balzava sul letto di un paziente e si sdraiava ai suoi piedi, poco dopo questi passava a miglior vita. Questo dimostra che ciò che noi non riusciamo a vedere, non è detto che non possa esistere.Il bambino del film “Il sesto senso” viene considerato pazzo perché afferma di vedere e sentire i morti, solo perché chi lo accusa non è in grado di farlo.

Ciò che sto per raccontarvi, non è tratto da un film. E’ accaduto realmente e come ho accennato la settimana scorsa mi coinvolge, anche se indirettamente. Le protagoniste sono due mie zie, sorelle di mia mamma. Alcuni anni fa, avevano messo in vendita l’appartamento dove per oltre quarant’anni avevano vissuto i loro genitori (i miei nonni materni), allora deceduti. Tra i vari visitatori e possibili acquirenti, un giorno si presentò una coppia piuttosto giovane, con un bambino di circa otto o nove anni. I due, dopo aver visitato la casa, si ritirarono a parlare in soggiorno con le mie zie per discutere i dettagli. Il bambino, nel frattempo, era rimasto a girare per altre stanze. In casa, oltre alle zie, nessuno. Ad un tratto i quattro in soggiorno, sentirono il bambino parlare.

La voce veniva dalla camera da letto che un tempo fu dei miei nonni, ancora arredata come tale. L’espressione dei genitori lasciava intravedere una preoccupazione e le mie zie si affrettarono a tranquillizzarli: “Lasciate pure che giochi, tanto non c’è nessuno”. Ma i due andarono a chiamare il figlio e lo portarono con loro. A questo punto gli chiesero, in presenza delle padrone di casa: “Con chi stavi parlando?” Il bambino, tranquillamente rispose: “Con il signore, vestito con il cappotto scuro e un largo cappello, che è seduto sulla poltrona”. A questo punto mutò l’espressione delle zie, che gli domandarono di descrivere di più quel signore. Lui lo fece ma i genitori si affrettarono a spiegare che il loro bambino era in cura per dei disturbi mentali: asseriva di vedere le persone morte e di parlare con loro.

L’espressione delle mie zie mutò ulteriormente. “Vostro figlio non sta raccontando frottole” dissero le due donne, con le gambe tremanti: “L’uomo che ha appena descritto è nostro padre che, quando era in vita, era solito sedersi su quella poltrona, in camera sua in attesa che si preparasse nostra madre”. Tutti andarono in quella camera e il bambino indicò la poltrona, ma agli occhi degli adulti risultò vuota. Mi astengo da fare commenti e lascio che questo rimanga soltanto un racconto. Ribadisco però che non si tratta di fantasia. E’ accaduto realmente.

Anche dei cani, però, credo ci si possa fidare, in quanto incapaci di mentire o di prendere in giro qualcuno. In molti riportano qualcosa di decisamente curioso, che alcuni cani, sdraiati ai piedi del capezzale del loro padrone, hanno fatto nel momento in cui questi ha esalato l’ultimo respiro. Hanno alzato il muso e con lo sguardo fisso al soffitto hanno iniziato ad abbaiare. Che cosa può scatenare questa reazione? Qualcosa che appare loro all’improvviso? Dopo tutto, molte persone, dopo essersi riprese dallo stato di morte apparente, hanno dichiarato di aver avuto la netta sensazione di uscire dal proprio corpo e di trovarsi a galleggiare sul soffitto, da dove potevano vedere distintamente tutto quello che accadeva sotto di loro.

Mi rendo conto però che, pur essendo tutto molto suggestivo, non basta per provare l’esistenza dei fantasmi. Quando si vuole credere in qualcosa, anche tre più tre riesce a fare quattro. Ma ci permette di sognare. E questo nessuno lo può impedire, anche coloro che, dall’altra parte della barricata, sostengono il contrario. Ancora una cosa per tutti i sognatori: tranquilli, i cani non sanno contare… A lunedì prossimo!

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