“Blaccahénze”: Roy Paci torna CorLeone, tra jazz, elettronica e ruvide sonorità

Si chiama “Blaccahénze”, ed è l’album che segna il ritorno di CorLeone, una delle tante anime musicali di Roy Paci – per molti versi, la più sconosciuta al grande pubblico. Non solo jazz sperimentale e d’avanguardia: in CorLeone trovano posto i riferimenti alla No Wave newyorkese, le grandi contaminazioni di stile di progetti come Naked City di John Zorn e Fantomas e Mr. Bungle dell’amico Mike Patton, echi di ‘Live electric and brutal’ di Miles Davis, l’energia allo stato puro di Mongezi Feza, la grande lezione di Lester Bowie e il rispetto assoluto per un suo contemporaneo e amico come Dave Douglas. Dal 25 febbraio il nuovo album di CorLeone sarà disponibile nei negozi di musica, distribuito da Egea.

Non solo jazz – “Blaccahénze” (il titolo prelevato dal dialetto di un paesino abruzzese, Montorio che sta a significare casino, bordello) lascia intuire che del jazz stereotipato c’è ben poco, mescolato com’è in questo album con sonorità ruvide e più viscerali. “Ho voluto fortemente registrare un secondo album dopo il primo nel 2005 “Wei Wu Wei”, perché avevo l’esigenza di esprimere i miei nuovi orizzonti musicaliha dichiarato Paci -. Le composizioni scritte in tutti questi anni sono frutto delle mie esperienze con tanti musicisti eccezionali e di un lavoro specifico sulle mie ricerche clivotonali con l’accostamento di strumenti musicali all’elettronica”. Roy Paci ha in effetti coinvolto all’interno del progetto dei musicisti che hanno un’impronta musicale decisamente eterodossa, per ottenere un impatto spiazzante e non etichettabile.

Improvvisazione ed elettronica – Le composizioni hanno volutamente un respiro universale grazie alle diverse tecniche d’improvvisazione non necessariamente jazzistiche. Con questo album Roy Paci prova a trasmettere i flussi emotivi della realtà che ci circonda che vanno dalle emozioni viscerali e struggenti della sua terra alle asperità feroci di quest’ultimo millennio. È un succedaneo del jazz di maniera, un laboratorio aperto a contaminazioni disparate e vicino ad un certo tipo di musica filmica pregna di sonorità acusmatiche. Il sound di CorLeone si caratterizza anche per la mancanza del basso elettrico, nel tentativo di esaltare le frequenze medio-alte per ottenere un sound più tagliente, energico e d’impatto frontale.