Elezioni 2013, Ingroia: Noi unica forza di sinistra

Per Antonio Ingroia esiste la robusta possibilità che anche l’amico Nichi Vendola finisca per cedere all'”abbraccio mortale” di Mario Monti. Un’eventualità che spinge il leader di Rivoluzione civile a classificare il suo movimento come l’unica vera forza di sinistra candidata ad entrare in Parlamento. Il togato in aspettativa, ospite questa mattina del Forum dell’Ansa, è tornato anche sulla chiacchierata proposta di “desistenza” che il partito di Pier Luigi Bersani avrebbe avanzato alla sua formazione, assestando l’ennesima “stilettata” al fianco del segretario del Pd.

“Rivoluzione civile sarà l’unica forza veramente di sinistra nel prossimo Parlamento. Non si può qualificare come di sinistra una forza che fa un accordo con la destra”: così Antonio Ingroia, ospite oggi del Forum dell’Ansa, ha risposto a un internauta che gli chiedeva di commentare la possibilità che il Pd (e Sel) si allei con il “centro” di Mario Monti. Monti è un uomo di destra – ha ribadito il candidato premier di Rivoluzione civile – la sua è una destra pulita, credibile, onesta, ma sempre una destra è”. 

E per rendere il suo intervento più piccato, l’ex procuratore aggiunto di Palermo non è indietreggiato di fronte alla richiesta di parlare (ancora una volta ) della cosiddetta proposta di “desistenza” avanzata dal Pd. “Spero che Bersani non dica la verità quando smentisce che il Pd ci ha fatto una proposta di desistenza – ha commentato Ingroia – Perché sarebbe grave se nel partito ci si muovesse alle spalle del segretario, senza che lui ne sappia nulla, visto che a noi la proposta è arrivata. Un leader – ha precisato il pm in aspettativa – deve sempre sapere ciò che avviene”.

Parole cariche di velenose insinuazioni, che sembrano esasperare le distanze con il Partito democratico, a cui Ingroia aveva inizialmente chiesto di dialogare. E a chi gli ha rimproverato di aver “imbarcato” nel suo movimento rappresentanti delle vecchie oligarchie politiche: “Non siamo un taxi per i partiti, ma un progetto a lungo termine – ha ribattuto l’aspirante premier – Vogliamo cambiare l’Italia e questo non si fa in una sola elezione. Sono stato io a chiedere a quei partiti di aiutarci perché radicati sul territorio e alla fine è stata raggiunta una sintesi che ha del miracoloso. Non siamo un cartello elettorale – ha insistito il leader di Rivoluzione civile – ma una sintesi con i professionisti della politica che hanno fatto non uno, ma due passi indietro“.