Elezioni 2013, Bersani a Monti: Giù le mani dal mio polo

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, sembra aver fatto la sua scelta. I toni della discussione sulla questione delle alleanze – che si sono ieri ulteriormente accesi – hanno spinto il democratico a fare chiarezza e a spiegare pubblicamente di considera intoccabile l’intesa stretta con Nichi Vendola. Tra il Professore e l’alleato “di sinistra”, insomma, Bersani sembra aver optato per il secondo, pur ribadendo l’intenzione di tenere aperta la porta del dialogo a tutte quelle forze orientate a distanziarsi dal populismo di destra.

Mettiamola così: il leader di Sel, Nichi Vendola, ha ieri alzato la voce con l’intenzione di recapitare un messaggio chiaro al suo alleato. Una sorta di aut aut scandito per ricordare a Bersani che una “coabitazione” post-elettorale con Mario Monti in una eventuale squadra di governo è per lui improponibile. “Un’alleanza del centrosinistra con Monti è fantapolitica oggi e sarà fantapolitica domani – ha tagliato corto il presidente della Regione Puglia – Un dialogo è possibile solo sul terreno delle riforme: dal federalismo alla legge elettorale, ma sull’agenda di governo siamo incompatibili perché per noi uscire dalla crisi significa mettere il lavoro al centro, mentre per Monti – ha precisato Vendola – significa cancellare lo Statuto dei lavoratori”.

Non basta: “Spero che Bersani non si voglia assumere la responsabilità di rompere l’alleanza del centrosinistra”, ha rincarato ieri il governatore della Puglia, lasciando nelle mani del democratico il cerino acceso. Dal canto suo, anche il presidente del Consiglio uscente (chiamato in causa dall‘apertura ufficializzata due giorni fa da Bersani a Berlino) ha tentato di alzare il tiro: “Il tema delle alleanze è prematuro, verrà dopo il voto – ha esordito Monti – Immagino che se Bersani è interessato, come dichiarato, ad una collaborazione con le forze che rappresento, dovrà fare delle scelte all’interno del suo polo“.

Parole che hanno spinto il segretario del Pd a correre ai ripari per evitare che l'”ambiguità” denunciata dai detrattori (Pdl e Lega parlano già di “inciucio” tra Pd e Scelta civica) possa allontanare irrimediabilmente gli elettori orientati a premiare l’intesa siglata con Nichi Vendola. Il mio polo è il mio polo, e che nessuno lo tocchi ha tuonato il candidato premier di centrosinistra – A partire da lì, siamo pronti a discutere”.