Elezioni 2013: Il lato umano del Professore tra cagnolini, twitter e birretta

Parlare di metamorfosi è forse un po’ eccessivo, ma da quando Mario Monti ha scelto di togliersi il loden per “salire” in politica, di cambiamenti se ne sono visti tanti. Il Professore compassato ha ceduto gradualmente il passo al neofita della politica che, confortato dai suggerimenti di molti esperti della comunicazione (tra cui un collaboratore di Barack Obama), ha cercato di fare breccia nel cuore degli italiani.

L’impresa non è facile: Mario Monti ha trascorso la sua vita a frequentare gli ambienti che contano e a stringere le mani di “potenti” che concedono pochi e stirati sorrisi. Il suo improvviso ingresso nella scena pubblica italiana (nel novembre del 2011) lo ha costretto a fare i conti con una popolarità nuova, che ha saputo gestire (almeno all’inizio) in maniera intermittente e non sempre impeccabile. Tra le prime conferenze stampe – ancora troppo votate al tecnicismo – alle ultime apparizioni pubbliche, la distanza è siderale. E a documentarla resta l’ospitata di ieri sera alla trasmissione televisiva Le invasioni barbariche condotta su La7 da Daria Bignardi.

Aiutato dalle domande “leggere” dell’intervistatrice, il premier dimissionario ha mostrato il suo lato più “umano”, concedendosi un’incursione nella “frivolezza”. L’effetto televisivo è stato immediato e lo stupore quasi incontenibile. Soprattutto quando, a un certo punto della chiacchierata, la conduttrice gli ha messo in braccio un cucciolo di cane con la richiesta di adottarlo. Una situazione imprevedibile, a cui il Professore ha reagito nel modo forse più inatteso, dispensando carezze al cagnolino e confermando l’intenzione di portarlo via con sé (speriamo solo non scelga di chiamarlo Spread!).

E non è tutto: dopo avergli infilato una serie di domande “nazional-popolari” (sul Festival di Sanremo e sul calcio), la Bignardi ha chiesto a Monti di inviare un tweet dal suo account per dimostrare all’Italia intera di saper “armeggiare” con i moderni mezzi di comunicazione. Il tutto innaffiato da una “birretta“, che il presidente ha sorseggiato con gusto, offrendo ai telespettatori un’immagine finalmente più distesa di sé. E’ la campagna elettorale bellezza!