Appuntamento al buio… il fascino dell’ignoto: Sodoma e Gomorra

Sodoma e Gomorra (Genesi 19,1-16), le famigerate città del peccato omosessuale, nella valle del Giordano, sono davvero esistite? E davvero sono state distrutte da una pioggia di fuoco come recita il Vecchio Testamento? Ma riassumiamo brevemente la storia. Un giorno Abramo ebbe una visita di tre uomini misteriosi, che poi vengono definiti angeli. Nel racconto dei capitoli 18-19 della Genesi si configurano come segno della presenza divina, tant’è vero che ad essi Abramo si rivolge al singolare. I Padri della Chiesa videro in loro il mistero della Trinità, tre persone nell’unità della natura divina. Il messaggio che questi recavano era terribile: Sodoma sarebbe stata annientata a causa della sua grande corruzione. Ma a Sodoma abitava Lot, nipote di Abramo. Uomo buono.

Fu così che i messaggeri si recarono a casa sua, dove accadde l’episodio che la Bibbia narra con orrore. Nella notte, infatti, gli abitanti maschi della città si affollarono intorno alla casa di Lot dicendo: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!» (19,4-5). Lot, cercò di dissuaderli offrendo loro le sue figlie ancora vergini, pur di non farli peccare, ma quelli non sentirono ragioni. A quel punto, un intervento divino accecante, irrompe con un cataclisma spaventoso. Lot è invitato a fuggire, lui può salvarsi, e assisterà da lontano alla pioggia di zolfo e fuoco che piomba su Sodoma e Gomorra.

Questo giustificherebbe la condizione del Mar Morto: zona coperta di sali, bitume e zolfo. Secondo la Bibbia, nessuno vi abitò più per secoli. Da anni sono in molti a cercare i resti di queste due città e le prove della loro distruzione e finalmente, l’archeologo Steven Collins del Trinità Southwest University, crede di aver scoperto la verità. Una verità a parer mio davvero inquietante. Ma andiamo con ordine.

Il professor Collins ha passato molti anni a investigare sulla storia biblica, studiando gli scavi di tutta la Terra Santa e alla fine è giunto alla conclusione che fino ad oggi gli archeologi hanno cercato nel posto sbagliato. Secondo i suoi studi la ricerca deve partire dall’ostile paesaggio del deserto giordano. Le due città potrebbero trovarsi sotto tonnellate di sabbia e pietra, in un qualsiasi punto di un’area immensa. Un’impresa titanica, ma Steven Collins afferma di possedere la cosa necessaria per riuscire: la Bibbia. Nel testo biblico ci sono sufficienti indizi per capire il luogo esatto dell’ubicazione. L’importante è interpretare questi indizi nel modo corretto e affinché questo possa essere possibile deve trovare la mappa più antica di quel territorio. Una mappa che si è conservata molto bene in quanto fatta di pietra, sul pavimento di una antica chiesa, Basilica di San Giorgio Madaba. La mappa mostra i principali siti biblici dal Libano all’Egitto. Sopra non compaiono i nomi di Sodomia e Gomorra, ma vi è indicata la grotta in cui Lot si rifugiò per salvarsi la vita, nella città di Zoar.

Il professore, appena saputo questo, parte per recarsi proprio lì, nella sponda meridionale del Mar Morto,  dove molti archeologi pensano,  erroneamente secondo Collins, si dovrebbero trovare le due città maledette. Infatti ila Bibbia diece: “E Lot sollevò gli occhi ed ammirò tutta la pianura del Giordano, la pianura di Sodomia e Gomorra, che era ben bagnata dappertutto.”

Lot vide una zona  lussureggiante e rigogliosa che non assomigliava affatto a quella desertica stava guardando in quel momento. Deve ripartire e trovarne un’altra verde e ben irrigata. Ma dove? Ha sentito dire che in un vecchio libro è contenuto un particolare riferimento a Sodomia. Riesce a procurasene una copia, molto antica, al vecchio mercato di Madaba. E’ il racconto di una pellegrina che narra di un viaggio di 1600 anni fa. Parla del monte Nebo e di una chiesa, dalla quale descrive ciò che vide:“Dalla porta della chiesa vedemmo il punto in cui il giordano si getta nel Mar Morto. La maggior parte della Palestina era davanti ai nostri occhi, fin dove il nostro sguardo poteva giungere. Sul lato sinistro vedemmo tutte le terre dei sodomiti.”

Collins parte con destinazione monte Nebo e trova l’antica chiesa citata dalla pellegrina, la chiesa che per tradizione, segna il luogo in cui morì Mosè. Da lì, può vedere l’intera terra del Giordano. Alla sinistra del Mar Morto, le terre dei Sodomiti. “La ben irrigata pianura del Giordano”. Ancora oggi è verde. La Bibbia indica quello come il luogo in cui potrebbero trovarsi la città di Sodomia.

Per saperne di più consulta anche il testo biblico originale, scritto in ebraico e trovò questo verso: “E l’uomo Lot sollevò gli occhi, guardò e vide la pianura del Giordano che era bene irrigata.” Ma il testo dice anche che la pianura irrigata, è rotonda, piatta e adiacente al fiume Giordano. Collins, con l’aiuto di una mappa satellitare, pensa di averla individuata: la pianura alluvionale del Giordano. Ora… non ci resta che attendere lunedì prossimo! A presto.