Elezioni 2013: la Meloni scuote il Pdl: Mi vergognavo dei miei colleghi

La co-fondatrice di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, non ha certo scelto di approntare sulla “diplomazia” la sua campagna elettorale. E ha ieri assestato un colpo durissimo al suo ex partito di cui, ha dichiarato, si è più volte vergognata. Un affondo che ha suscitato la reazione stizzita di Daniela Santanchè“Quando è stata nominata ministro – ha polemizzato la pidiellina – non sembrava vergognarsi affatto”. 

La militanza all’interno del Pdl sarebbe stata tutt’altro che facile: a svelarlo ieri è stata Giorgia Meloni. “A me è capitato di vergognarmi dei miei compagni di viaggio, di vergognarmi di quello che il partito faceva, della sua incapacità di capire che la crisi della politica è anche figlia di questa deriva oligarchica che i partiti hanno avuto”, ha dichiarato. Una “confessione” che l’ex ministro del governo Berlusconi ha corroborato col altre denunce forti: “Mi sono vergognata di un partito che permetteva ad uno come Fiorito di autosospendersi anziché cacciarlo a calci immediatamente – ha sottolineato l’ex pidiellina – Mi sono vergognata per un certo imbarazzo con il quale ci si è approcciati ad alcune vicende di fronte alle quali bisognava banalmente chiedere ai diretti interessati spiegazioni e reagire di conseguenza”.

Tanto quanto basta a congedarsi dal partito per tentare, insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, l’avventura alternativa di Fratelli d’Italia. Angelino Alfano è una bravissima persona – ha riconosciuto la Meloni – però credo che avrebbe dovuto avere più coraggio nel ricoprire il suo incarico, nel dare una speranza a una nuova generazione di misurarsi con questo tempo della politica. E credo che Berlusconi avrebbe dovuto lasciargli più spazio – ha affondato l’ex ministro – e non tornare indietro rispetto alla propria scelta”. 

A replicarle a stretto giro è stata Daniela Santanché, che ha puntato l’indice contro la presunta ingratitudine dell’ex collega di partito. Sono stupita della vergogna che dice di aver provato Giorgia Meloni per quando stava nel Pdl – ha commentato – Come mai non si vergognava quando è stata nominata ministro del governo Berlusconi e  non si vergognava quando ogni anno percepiva ben 350 mila euro per Atreju?”.  “E se prova vergogna a scoppio ritardato – ha rincarato la Santanchè – allora perché non ha avuto il coraggio di navigare in mare aperto, senza il salvagente dell’apparentamento? Forse per la vergogna di dire che da sola teme di non raggiungere il 2%?”.