Le Iene Show: Anna Oxa contro tutti, la polemica su Sanremo continua

Dalla puntata di ieri, domenica 10 febbraio. Cosa è successo ieri sera, domenica 10 febbraio, a Le Iene Show, il programma di Italia 1 condotto da Ilary Blasi, Teo Mammucari e dalla Gialappa’s ? Oltre all’intervista doppia a Belen Rodriguez e Stefano De Martino, che ha fruttato qualche scoop, la Iena Nadia Toffa ha dato ulteriore spazio, con una intervista ad Anna Oxa e alla sua polemica contro il Festival di Sanremo.

Anna Oxa e le critiche. Dopo aver fatto polemica all’interno de L’Arena di Massimo Giletti e aver rilasciato diverse interviste in cui dichiarava di essere stata esclusa dal Festival di Sanremo per “motivi politici”. Insomma dopo aver detto che il Festival di quest’anno è peggio del concertine del primo Maggio, che non rappresenta il panorama musicale e che non tiene conto della storia e della tradizione italiana, alla domanda della Iena Toffa: “Quest’anno ci sarà anche Albano. Perché lui sì e te no?” la Oxa ha risposto: “Perché altrimenti la Russia non acquista i diritti” aggiungendo poi: “Perché la Russia conosce questi artisti e dice <ho quei diritti e voglio questi artisti che conoscono”. Incalzata dalla sua interlocutrice la Oxa ha poi specificato meglio il suo discorso dicendo: “Cotugno, Ricchi e Poveri e Albano. È normale che loro li abbiamo rinfilati. Ma come, prima li tolgono dalla kermesse e poi ce li rimettono all’ultimo?” sottolineando soprattutto che il suo pensiero coinvolge un discorso anche politico.

Filippo Roma e le false interviste. Successivamente Filippo Roma, continuando a scavare su un precedente servizio de Le Iene inerente le interviste pubblicate dal settimanale Nuovo, si è recato dal Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, per chiedere delucidazioni.  Filippo Roma ha chiesto a Iacopino: “Dal punto di vista della deontologia professionale, come valuta il comportamento del direttore di questa rivista?” e questi gli ha risposto dicendo:“È un comportamento censurabile. Trovo piuttosto squallido il tentativo di scaricare sui collaboratori la responsabilità, perché non si tratta di un caso singolo, che può capitare. Mi pare che sia un metodo. Se non ci sono queste cassette, mi pare evidente che non si tratti di fantasia” e sottolineando come:“L’ordine deve prendere dei provvedimenti che, nel caso fosse verificato che si tratti di pura invenzione, io mi auguro siano molto severi, perché comportamenti come questo pregiudicano l’onesto lavoro di migliaia di giornalisti in questo paese.”