Dimissioni Papa: le reazioni politiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:22

Rispetto, ammirazione, turbamento: sono queste le emozioni palesate dai politici che hanno ieri dovuto fare i conti con il clamoroso annuncio delle dimissioni del Papa. La campagna elettorale ha assunto i contorni di una piccola bega da cortile, la cui portata è stata ridimensionata da tutti: attori e spettatori

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato tra i primi a fornire un commento sulla scioccante decisione di Benedetto XVI: “La sua scelta dimostra  grande coraggio e da parte mia provo grandissimo rispetto“, ha detto. “E’ stata una decisione generosa e responsabile, che ha anche messo in evidenza una visione molto umana della sua altissima missione – ha spiegato il capo dello Stato – un Pontefice che si rende conto dei suoi limiti come uomo, come persona, dei limiti delle sue forze fisiche, e non si sente più in grado di adempiere pienamente all’altissimo mandato che gli è stato conferito”.

“Sono molto scosso da questa notizia inattesa – è stata, invece, la prima reazione del premier Mario Monti – Non sono davvero in grado di commentare su un tema così importante e profondo”. Ma fatto un po’ d’ordine nei pensieri: “Sono certo che questa decisione – ha osservato il Professore – è stata ispirata dalla volontà di servire la Chiesa fino in fondo e di far sì che anche per il futuro essa possa avere una guida salda”. Non ha rinunciato a dire la sua anche Pier Luigi Bersani“E’ una notizia di doppia portata storica – ha fatto notare il segretario del Pd – è rarissima come decisione e viene fatta da un Papa che non la prende certo per debolezza. E’ un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa. E’ un gesto di impostazione, di novità per il futuro”.

L’annuncio del Papa, che ha catalizzato l’attenzione dell’intero mondo, ha spinto anche Silvio Berlusconi ad avventurarsi nelle faccende vaticane: “Sono ammirato di fronte ad un gesto di grande responsabilità che risponde a una finalità nobile e alta – ha commentato – Benedetto XVI aveva detto che se un Papa dovesse capire di non essere spiritualmente intellettualmente e fisicamente più adeguato, avrebbe il diritto e il dovere di dimettersi e lo ha fatto”. Inevitabile il commento di Pier Ferdinando Casini, da sempre indicato come l’esponente politico più vicino agli ambienti d’Oltretevere: “È un gesto rivoluzionario, che non ha precedenti o consuetudini a cui rifarsi – ha sottolineato – Con questo gesto potentemente evocativo, il Papa ha dimostrato di essere un autentico rivoluzionario”.

E poi ancora Nichi Vendola: “Siamo tutti profondamente scossi – ha commentato il leader di Sel – Qualunque cittadino del mondo non può non esprimere grande turbamento e rispetto verso la scelta del Santo Padre che ci dà ulteriore segno dello sconvolgimento generale di cui siamo testimoni storici”; il candidato premier di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia, che ha parlato di un atto di responsabilità che va rispettato”; e Oscar Giannino di Fare per Fermare il declino, che ha espresso il più profondo rispetto per la decisione assunta da Benedetto XVI”.

E Beppe Grillo? Il “megafono” del Movimento 5 Stelle ha scelto di commentare la clamorosa notizia a modo suo, esprimendo solidarietà al Pontefice “stremato” e auspicando l’elezione di un Papa nero, magari attraverso la Rete.

 

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