Elezioni 2013: tra Monti e Vendola tira e molla continuo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:34

La possibile coabitazione di Mario Monti e Nichi Vendola in una squadra di governo targata Pier Luigi Bersani continua a rappresentare uno dei nodi più intricati dell’attuale campagna elettorale. Nei giorni orfani dei sondaggi, i rumors confermano il vantaggio della coalizione di centrosinistra che potrebbe, però (come è noto), dover ricorrere all’aiuto dei centristi, soprattutto al Senato. Come venirne a capo? Tra il premier dimissionario e il leader di Sel esistono differenze marcatissime, che si traducono in impostazioni programmatiche a tratti inconciliabili. Eppure i due sembrano annusarsi costantemente, animando un quadretto politico fatto di aperture e chiusure a intermittenza che rischia di tediare gli elettori.

In principio fu il no categorico, scandito con fermezza da entrambi: sia Mario Monti che Nichi Vendola avevano giurato e assicurato che mai avrebbero fatto parte dello stesso governo. Ma il passare del tempo ha portato con sé qualche cambiamento e le rocciose convinzioni dei due leader hanno iniziato a perdere vigore per assumere la forma di fumose aperture. Di più: quando il governatore della Puglia sembra allentare la tensione, Monti e i suoi alleati (Casini in primis) lo infilzano senza tentennare e quando, al contrario, è il Professore ad apparire più dialogante, il leader di Sel risponde chiudendo la porta.

I due sembrano, insomma, difettare di sincronismo o, più semplicemente, stanno animando l’ennesimo quadretto politico per mantenere desta l’attenzione su di loro. Sia come sia, Mario Monti e Nichi Vendola hanno ieri raggiunto una nuova stazione della loro via crucis politica. A chi gli ha chiesto se continua a considerare improponibile una collaborazione col governatore pugliese, il Professore ha risposto: “Ognuno può evolvere e cambiare opinione per quanto riguarda singole persone. Non farò mai parte di un governo che non abbia un forte accento riformatore”. Parole sibilline, che dai più ottimisti sono state interpretate come una pallida apertura all’alleato scomodo di Pier Luigi Bersani.

E Vendola? Fedele al presunto canovaccio, il numero uno di Sel ha risposto picche al Professore: “Per me e per Monti riformismo significa due cose molto diverse – ha tagliato corto – Per Monti è abbattere lo statuto dei diritti dei lavoratori, per me lo statuto è il capolavoro del riformismo italiano. E’ questo che ci rende diversi”. “Non posso allearmi con chi propone controriforme – ha rincarato la dose il presidente della Regione Puglia – intendo essere alleato con tutti quelli che propongono riforme, cioè un miglioramento delle condizioni di vita”. E il tira e molla continua.

 

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!