Pdl nel caos: Fitto e Formigoni inciampano su condanne e nuove accuse

Sono giunte dalla Puglia e dalla Lombardia le cattive notizie che hanno ieri fatto franare il terreno sotto i piedi dei pidiellini. L’ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, è stato condannato a 4 anni di reclusione con l’accusa di corruzione e abuso di ufficio, mentre le ipotesi di reato contestate al governatore uscente della Lombardia, Roberto Formigoni, nell’ambito delle indagini sui fondi neri della Fondazione Maugeri, si sono fatte più pesanti.

Quattro anni di reclusione: è questa la condanna inflitta dai giudici di Bari all’ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto. Secondo i magistrati, il pidiellino avrebbe incassato una tangente di 500 mila euro dall’imprenditore Giampaolo Angelucci (a sua volta condannato a 3 anni e mezzo), al quale avrebbe affidato generosi appalti per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistenziali. I reati contestati a Fitto sono: corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio, mentre l’accusa di peculato formulata nei suoi confronti è decaduta. Capolista del Pdl alla Camera in Puglia, l’ex presidente della Regione è stato interdetto per 5 anni dai pubblici uffici.

Ma un’altra tegola giudiziaria si è abbattuta ieri sul partito di Silvio Berlusconi, compromettendo ulteriormente la posizione del governatore uscente della Lombardia, Roberto Formigoni. La chiusura delle indagini preliminari sugli scandali della Fondazione Maugeri ha “fruttato” una nuova accusa al pidiellino, che dovrà rispondere anche di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione (oltre che di corruzione internazionale). I giudici ipotizzano che il presidente della Lombardia abbia ricevuto dalla fondazione 8 milioni di euro di benefit. Soldi spesi in vacanze di lusso nel Sud America, in Argentina, Patagonia, Brasile, ai Caraibi, ma anche in costosi viaggi aerei e in confortevoli gite su yacht. Secondo l’accusa, Formigoni avrebbe favorito la Fondazione Maugeri con l’approvazione di 15 delibere regionali, ottenendo in cambio “utilità” mai restituite.