Elezioni 2013, Berlusconi scomunica i magistrati: Mandate in malora l’Italia

L’inchiesta su Finmeccanica, il caso Pollari, la condanna in primo grado di Raffaele Fitto e l’inasprirsi delle accuse mosse a Roberto Formigoni: per Silvio Berlusconi ce n’è abbastanza per gridare allo scandalo. “E’ saltato il normale rapporto tra i poteri dello Stato – ha tuonato ieri il Cavaliere – La magistratura sta letteralmente mandando in malora l’Italia con un’azione giacobina“. 

Il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, ha scelto ieri di focalizzare la sua attenzione su un tema considerato prioritario: il faticoso rapporto con la magistratura. Dalla mattina alla sera, il Cavaliere ha sferzato attacchi durissimi contro la presunta corrente politicizzata dei togati che, a suo parere, finirà per condizionare l’esito delle elezioni. Dal caso Finmeccanica (“Avrà conseguenze gravissime sulla nostra economia”, ha vaticinato ieri Berlusconi) all’accusa di associazione a delinquere mossa a Roberto Formigoni, esistono per l’ex premier prove tangibili dell’intollerabile ingerenza dei magistrati nella vita politica del Paese: C’è una manina, anzi una manona giudiziaria – ha detto – che entra nella campagna elettorale”. 

Una scomunica rimarcata anche in serata, in occasione di un comizio elettorale a Bari: “Oggi dentro la nostra democrazia c’è un cancro, una patologia che si chiama magistratura – ha scandito l’ex presidente del Consiglio – Non tutti i magistrati, ma una corrente legata da un filo rosso che usa il potere dei giudici contro gli avversari per farli sparire. A me hanno riservato in 20 anni un trattamento che solo io che ho le spalle larghe e uno spirito da guerriero – ha sottolineato il Cavaliere – ho potuto sopportare”.

L’ennesima scomunica salmodiata ieri da Silvio Berlusconi all’indirizzo delle cosiddette “toghe rosse” ha spinto il presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati), Rodolfo Sabelli, a replicare: “Occorre senso di responsabilità da parte di tutti – ha detto – il che impone di astenersi da attacchi non fondati su dati oggettivi. Tutti dovrebbero evitare comportamenti che contribuiscono a indebolire il rapporto di fiducia tra la magistratura e i cittadini”.