Roma, contestazione a Trigoria. Osvaldo e Florenzi ko: niente Juve?

Roma contestata – La pace, dalle parti di Trigoria, sembra proprio non essere di casa. Il 2013 da incubo – appena due punti nelle ultime sei partite, la sconfitta con la Sampdoria è stata la quarta in questo primo dell’anno nuovo – ha fatto scattare la contestazione del popolo giallorosso, che oggi non ha perso l’occasione per manifestare tutto il proprio disappunto davanti ai cancelli del centro sportivo “Fulvio Bernardini”. Oltre ad Osvaldo, cui non viene perdonato lo sgarbo a Totti in occasione del rigore malamente fallito contro i blucerchiati, i tifosi della Roma hanno preso di mira la dirigenza: la cacciata di Zeman, a quanto pare, non è stata ancora metabolizzata.

Dalla parte di Totti – Mentre la squadra, agli ordini di Andreazzoli, era impegnata a preparare la sfida con la Juventus, davanti ai cancelli di Trigoria venivano esposti alcuni striscioni non proprio concilianti. Oltre ai classici “Onorate la maglia” e “Fuori le palle“, ce n’erano alcuni più diretti, come “Via i laziali da Trigoria” e “Sabatini vattene“. L’unico a non essere toccato dall’ira dei tifosi è stato, tanto per cambiare, il capitano, difeso con un eloquente e significativo “Totti non si tocca“. Proprio il numero 10 avrà il compito di guidare i compagni nel difficile impegno di sabato sera all’Olimpico: con ogni probabilità, infatti, sarà schierato nell’antico ruolo di unico terminale offensivo.

De Rossi affaticato – Contro Buffon e soci, il 3-5-2 visto a Genova verrà accantonato. Non solo per scelta, ma anche per necessità: senza Castan, fuori per le prossime sei settimane, Andreazzoli è rimasto con i centrali contati. Non bastasse l’emergenza difensiva, nell’allenamento di oggi si sono fermati anche De Rossi e Florenzi: Capitan Futuro ha lasciato anzitempo la seduta in via precauzionale per un lieve affaticamento al flessore sinistro, l’ex Crotone è rimasto a riposo a causa di un attacco febbrile. Il più a rischio, però, rimane Osvaldo, che ancora non ha assorbito la botta al ginocchio rimediata la scorsa settimana: in caso di forfait, i tifosi non si strapperanno i capelli.