Elezioni 2013, Grillo a Susa: Siamo tutti No-Tav

Beppe Grillo ha raggiunto ieri uno dei territori più “caldi” del Paese: quella Val di Susa in cui la realizzazione della Tav ha segnato distanze profondissime tra lo Stato e la popolazione locale. Alla gente accorsa ad ascoltare il suo speech elettorale: “Siamo tutti No-Tav”, ha urlato il blogger, che ha invitato i cittadini a vigilare sui possibili brogli elettorali.

“Mettete giù le bandiere perché qui siamo tutti No Tav“: è quanto ha detto ieri Beppe Grillo al suo arrivo in piazza della Repubblica a Susa. “Farla significa buttare via due miliardi e due – ha spiegato il comico genovese – E’ una presa per il culo”. Ma più che intrattenersi sulla questione locale, l’ideatore del Movimento 5 Stelle ha preferito mettere in guardia i suoi potenziali elettori dai possibili brogli: “State attenti, ciucciate la matita che vi danno al seggio – ha detto – perché è copiativa e si può cancellare. Ascoltate questo consiglio”. 

Quindi il solito repertorio: il consenso montante del Movimento 5 Stelle (“Siamo 5-6 milioni, ha detto Grillo), la necessità di mandare tutti a casa e le cose da realizzare con immediatezza per evitare che la forbice sociale (tra chi sta bene e chi sta male) continui a divaricarsi. E un ampio spazio dedicato alla televisione“Si possono vendere due delle tre reti della Rai – ha detto Grillo – perché ne basta una, senza politici e senza pubblicità”. Una vendita che, secondo il comico genovese, permetterebbe alle casse dello Stato di riempirsi, senza dimenticare che Berlusconi deve restituire le tre concessioni televisive che gli ha dato Craxi”.

“Andrò in televisione domenica per salutarli con le buone e dirgli: andate via, siete il passato, siete la polvere, non rappresentate più nessuno – ha spiegato il blogger alla piazza di Susa – È ora che i cittadini si riapproprino dello Stato italiano”.  E in chiusura, il “megafono” del Movimento 5 Stelle ha detto la sua anche sulla “grande rinuncia” di Benedetto XVI: “Sta fallendo anche il Vaticano ha notato – l’ad è scomparso, lo tengono in ostaggio a Castel Gandolfo. E’ tedesco e i tedeschi quando non ce la fanno lasciano – ha ironizzato Grillo – non sono come il Celeste (il governatore uscente, Roberto Formigoni, ndr) in Lombardia”.