Elezioni 2013: Berlusconi, le tangenti e le polemiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:04

A sganciare l’ennesima bomba elettorale è stato ieri Silvio Berlusconi. Ospite della trasmissione televisiva Agorà, l’ex presidente del Consiglio è entrato a gamba tesa sulle indagini avviate contro Finmeccanica e sul presunto sistema di tangenti snudato dagli inquirenti. “Sono assurdi moralismi – ha scandito il Cavaliere – Se tratti con certi Paesi devi adeguarti a determinate condizioni”. Un’affermazione che ha provocato feroci reazioni.

Silvio Berlusconi è, ancor prima che un politico, un notissimo imprenditore, che non disdegna di ritornare sui suoi successi passati e sulla sua capacità di leggere il mondo. Lo ha fatto anche ieri quando, nello studio di Agorà, gli hanno chiesto di commentare il caso Finmeccanica: “Nel mondo, quando Eni, Enel e Finmeccanica trattano con altri Paesi per vendere i loro prodotti – ha spiegato il capo della coalizione di centrodestra – devono adeguarsi alle condizioni di quel Paese. In Paesi che non sono complete democrazie, ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere quel prodotto”.

“Con questa magistratura, che ha dimostrato un autolesionismo assoluto nei confronti dell’Italia – ha rincarato il presidente del Pdl – ci stiamo facendo fuori dalla possibilità di competere nel mondo con altri importanti gruppi, perché nessuno tratterà più con l’Eni, né con l’Enel, né con Finmeccanica”. Di più: “Non sono reati – ha puntualizzato Berlusconi – si tratta di pagare una commissione a qualcuno di quel Paese, perché quella è la regola di quel Paese. Vogliamo non pagare commissioni? E allora stiamo a casa”. “Sono moralismi assurdi – ha tagliato corto il Cavaliere – Se uno fa questo moralismo, non fa l’imprenditore a livello globale”. 

Apologia della mazzetta? Chissà. Intanto a prendere le distanze è stato anche l’alleato Roberto Maroni“Il sistema delle tangenti va combattuto ovunque – ha scandito bene il segretario della Lega – La mia è una posizione di intransigenza totale nei confronti di questo sistema”. E se il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, si è limitato a liquidare la faccenda con uno smorzato: Basta con le tangenti e basta con Berlusconi”, più argomentato è stato invece il commento di Antonio Ingroia“E’ scandaloso che un leader politico commenti il mare di fango e corruzione che sommerge l’Italia – ha notato il candidato premier di Rivoluzione civile – santificando le tangenti e promettendo di reintrodurre l’immunità parlamentare”. Mentre il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha scelto di commentare con piccata ironia l’uscita del Cavaliere: “Berlusconi si è confessato – ha affondato – Dire che pagare una tangente può essere una situazione di necessità, significa essere pronti a corrompere pur di raggiungere un obiettivo. Chissà se parlava di se stesso?”. 

 

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