Elezioni 2013: Giannino fa paura al Cavaliere?

Nei tempi passati i due hanno anche collaborato, confidando nella possibilità di imprimere una marcia liberista all’economia nazionale. Poi i lunghi anni di governo di Berlusconi hanno gradualmente disilluso Oscar Giannino, che ha alla fine scelto di intraprendere un’avventura politica alternativa. Protagonisti entrambi dell’attuale campagna elettorale, il Cavaliere e l’economista non perdono adesso occasione per rimpallarsi anatemi, tradendo un’insofferenza che – secondo alcuni – cela il nervosismo di chi percepisce di essere tallonato.

Autore di dichiarazioni che non mancano mai di suscitare interesse, Silvio Berlusconi è un protagonista indiscutibile di questa campagna elettorale. Il presidente del Pdl – che ha fatto dell‘attacco personale uno strumento irrinunciabile della sua strategia – sembra destinare un’attenzione particolare al leader di Fare per Fermare il declino, Oscar Giannino. “Non si può dare retta ai vari Giannino di turno”, ha tagliato corto l’ex premier in occasione della sua ultima partecipazione alla trasmissione Ballarò, lasciando intendere di considerare la ricetta politica proposta dal giornalista del tutto inaffidabile. Una “scomunica” che ha fatto il paio con le successive “stoccate”: Oscar Giannino è andato fuori di testa“, ha dichiarato Berlusconi, “E’ pronto ad andare nel circo, lo si vede da come si veste”.

Ma cosa spinge il capo della coalizione di centrodestra a rinfocolare, a ogni piè sospinto, gli attacchi al candidato premier di Fare per Fermare il declino che, secondo le stime diffuse dagli ultimi sondaggi, avrebbe scarsa probabilità di entrare in Parlamento? A chiederselo sono in tanti. Tra le risposte più accreditate, c’è quella di chi denuncia il montante timore del Cavaliere di vedersi “scippare” voti preziosissimi in regioni fondamentali come la Lombardia. Il movimento di Giannino avrebbe, infatti, convinto molti berlusconiani delusi a puntare sulla sua novità politica. E non solo al Nord, dove Fare ha senz’altro riscosso i risultati più soddisfacenti in termini di partecipazione del pubblico.

Una teoria sostenuta, del resto, dallo stesso Giannino: “I tanti che ci temono tra i vecchi partiti – ha dichiarato ieri l’economista – lo fanno a ragione: sanno che stiamo per portare in Parlamento una pattuglia di ‘rompicoglioni’ che si batteranno da subito per ridurre drasticamente sprechi e privilegi. Tra i primi provvedimenti che adotteremo – ha spiegato Giannino – vi sarà l’obbligo di rendicontazione delle spese di ciascun parlamentare e l’obbligo di presentazione sul web delle proprie attività parlamentari, inclusivo delle ore di presenza effettiva e del numero di attività promosse. I cittadini devono valutare, numeri alla mano – ha puntualizzato il candidato premier di Fare – la produttività e la reale efficacia dell’operato di ogni eletto”.