Le città fantasma cinesi crescono in Africa

Il miracolo economico cinese ha comportato la nascita di colossi dell’edilizia, che hanno costruito a ritmi incredibili in patria. Ma ora che gli elevati prezzi delle abitazioni hanno lasciato intere città disabitate, la nuova legislazione costringe queste aziende all’edificazione selvaggia nel continente più amico dell gigante asiatico: l’Africa.

Affari in migrazione – Vi immaginate una città come Genova completamente disabitata? È quello che si potrebbe vedere in Cina e più recentemente anche in Africa, perché la bolla speculativa edilizia ha interessato anche il mercato più dinamico del mondo. Per anni le aziende cinesi hanno continuato a costruire e ora le loro città fantasma sono completamente spopolate per gli elevati prezzi inaccessibili per la maggior parte della popolazione. Nuove regole vietano ora alle imprese di continuare a sfregiare il volto della Cina e così i colossi dell’edilizia stanno siglando accordi con i paesi africani per spostare lì i loro uomini e le loro ruspe.

Disastro economico e ambientale – In Angola, per esempio, la China International Trust and Investment Corporation (CITIC) ha affondato i propri artigli in un affare particolarmente redditizio. Sì è infatti aggiudicata un dubbio appalto per la costruzione di un’intera città vicino alla capitale Luanda, che potrà ospitare 500 mila abitanti. Ordinatissima, con i suoi 750 edifici che raggiungono gli otto piani e strade perfettamente geometriche, Nova Cidade de Kilamba è però carente di servizi e gli appartamenti sono troppo costosi per una popolazione che vive in gran parte con solo 2 dollari al giorno. La città è infatti in questo momento deserta e rappresenta un monumento ingombrante dello sfregio ambientale, oltre ad un colossale spreco di denaro pubblico, visto che i lavori erano stati commissionati dal governo angoliano.