Corruzione: in Italia vale 60 miliardi e siamo peggio della Rwanda

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:01

Da tempo l’Italia è sotto la lente d’ingrandimento per l’alto tasso di corruzione registrato in tutti i livelli dello stato. La nuova classifica stilata da Transparency International ci ha addirittura declassati dal 69esimo al 72esimo posto tra i paesi meno trasparenti.

La terra dei cachi – 60 miliardi è il bagaglio prodotto dalla corruzione in Italia. Un numero particolarmente significativo, perché rappresenta il 50% di tutto il valore registrato a livello europeo. Secondo Transparency International, che ha pubblicato il 14 febbraio un “promemoria per l’Italia” (foto), il nostro paese in questo contesto si trova addirittura dietro a Lesotho e Rwanda, cadendo al 72esimo posto della graduatoria. Secondo un sondaggio condotto dall’osservatorio la responsabilità per il giro d’affari illecito è dovuta per il 67% dalle istituzioni centrali, per il 57% da quelle regionali e per il 53% da quelle locali. Sarebbe infatti principalmente la burocrazia antiquata e macchinosa a far proliferare il cancro della corruzione, che ci fa perdere mediamente 38 miliardi di euro all’anno. Una notizia che non stupisce, basti pensare che il costo delle opere pubbliche in Italia lievita mediamente del 40%, una fetta ingrossata verosimilmente dai soldi passati sottobanco.

Freno all’industria – Per questo l’Italia è stata declassata anche dal Rating control of corruption della Banca mondiale, che ha fatto calare il nostro punteggio da 82 a 59. Ma non sono solo le istituzioni a fare precipitare la reputazione del Bel Paese in tutto il mondo. Infatti, nel periodo dello scandalo delle mazzette di Finmeccanica, Kroll International ha valutato che il 19% delle aziende italiane hanno avuto a che fare con la corruzione, per una perdita di concorrenzialità tra i 25 e i 40 punti annui. Secondo le Nazioni Unite l’Italia è caduta anche dietro la Botswana per quanto concerne invece gli investimenti esteri, perdendone negli ultimi due anni il 53%. Sarà per tutti questi motivi che sul suo sito, Transparency Internacional mostra le recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi che commentando la vicenda delle mazzette di Finmeccanica in India ha affermato che “le tangenti sono un fenomeno che esiste ed è inutile negare l’esistenza di queste situazioni necessarie. Questi non sono reati. Stiamo parlando di pagare una commissione a qualcuno in quel paese. Perché queste sono le regole in quel paese. “

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