Il calore prodotto dall’uomo cambia le stagioni

Una ricerca della Florida State University di Tallahassee ha evidenziato come l’attività umana influenzi la temperatura atmosferica in determinati settori del nostro pianeta, facendo di conseguenza mutare le stagioni anche in zone diverse da quelle con maggiore impatto ambientale.

La ricerca – Come era prevedibile sono le città i luoghi dove si registra il maggiore impatto ambientale sull’atmosfera. Questo secondo quanto pubblicato su Nature Climate Change, in seguito ad uno studio coordinato da Ming Cai della Florida State University di Tallahassee. Con i dati elaborati, i ricercatori hanno potuto analizzare un modello dell’atmosfera in grado di mostrare le differenze di calore in ogni parte del pianeta. L’attività dell’uomo è decisamente molto importante, soprattutto dove sorgono le più grandi concentrazioni urbane e ha decretato un aumento quasi trascurabile della temperatura, di 0,01 gradi a livello globale. 

Il surriscaldamento raggiunge tutto il pianeta – I maggiori centri di produzione di calore sono però interessati da un fenomeno molto più marcato e le maggiori discrepanze climatiche si sono riscontrate nei cieli dell’Asia Settentrionale e Orientale e in quelli dell’America Settentrionale. Si tratta di aree densamente popolate e mentre il subcontinente asiatico preso in considerazione ospita una popolazione superiore a 1 miliardo e 500 milioni di abitanti, nel settore americano la popolazione raggiunge i 344 milioni di componenti. Il calore dissipato da edifici, veicoli e industrie provoca in queste zone un aumento in media di un grado durante i mesi invernali, mentre in Europa si registra una variazione identica, ma di segno opposto in autunno. Petrolio e carbone sono il cibo per il funzionamento della macchina dell’uomo, mentre il sole riscaldando l’atmosfera e contribuendo alla circolazione dell’energia prodotta, trasferisce le mutazioni climatiche da una parte all’altra del mondo.