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Un paio di anni di pausa per l’acceleratore del Cern, prima della rinascita

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Una delle macchine più interessanti mai prodotte dall’uomo, il Large Hadron Collider (Lhc) di Ginevra sta per andare in letargo per un paio di anni, dopo la sensazionale scoperta del bosone di Higgs. Quando la spina verrà riattaccata nel 2015, al Cern sperano però di scoprire nuovi elementi importanti, o l’intero progetto dell’acceleratore potrebbe trasformarsi in un disastroso insuccesso.

Il bosone non basta – Il Lhc fa parlare di sè da anni. È finito su tutti i giornali specialistici e non, arrivando addirittura ad essere ripreso dalle telecamere del cinema, prima che con le speciali qualità gli scienziati del Cern di Ginevra riuscissero a scoprire il famoso bosone di Higgs. Attraverso il tunnel di 27 km, il più sofisticato nel suo genere, era stata così individuata nel luglio 2012 quella strana particella che i tecnici speravano potesse rivelare qualcosa al mondo, in grado di andare oltre la teoria del Modello Standard. Ma la “normalità” del bosone affannosamente rincorso per anni non ha stupito più di tanto la massa scientifica, tanto da indurre il fisico teorico della Arizona State University, Lawrence Krauss a dire che “se il bosone di Higgs è tutto ciò che scopre, Lhc potrebbe essere un enorme disastro”.

Il Lhc sta per diventare grande – Tra non molto, però, dopo la fase di gestazione il Lhc sarà forse pronto per affrontare un momento decisivo per il programma del Cern. Nel primo run, a regime, il sistema era riuscito a raggiungere un’energia di 8 teraelettronvolt (Tev), accelerando protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità della luce. Nel 2015, dopo una pausa di due anni, in cui verranno apportate riparazioni e modifiche, l’acceleratore di particelle dovrebbe raggiungere i suoi veri obiettivi, arrivando a sfornare un’energia di 13 Tev e a quel punto potrebbe davvero essere possibile l’individuazione di nuovi fondamentali indizi della natura. Il periodo migliore del Lhc starebbe quindi per arrivare, sarà da vedere se riuscirà a stupire con nuove scoperte i suoi finanziatori.

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