Appuntamento al buio… il fascino dell’ignoto: la fine di Sodoma e Gomorra

Collins, il giorno seguente, si recò nella pianura alluvionale del Giordano, per guardare con i propri occhi. Se lì avesse trovato un sito con le caratteristiche descritte nella Bibbia, probabilmente avrebbe trovato anche Sodomia.L’area che raggiunse era davvero molto ampia, piatta e bene irrigata, esattamente come la vide Lot. Il professore ebbe l’impressione di viaggiare dentro il testo biblico. In quell’area sono in corso diversi scavi archeologici, ma Collins ottiene il permesso per scavare nell’aria di Tall el-Hamman. Dal deserto emergono le rovine di un a città dell’epoca biblica.Collins era al limite dell’euforia: era nel posto giusto, nell’epoca giusta, con una città enorme del tipo descritto nella Bibbia. Per lui potrebbe essere la mitica Sodomia.

Ma doveva accertarsene. Doveva trovare le prove della distruzione avvenuto per mano di una tempesta di fuoco. E ciò che scopre ha davvero dell’incredibile. Mano a mano che gli scavi proseguivano, scoprì uno spesso strato di cenere che ricopriva la città. Scheletri completi di due adulti e un bambino riversi a pancia sotto e molte altre ossa umane sparse. Un intero edificio di diversi piani completamente distrutto, moltissimi vasellami rotti, sparsi in tutto lo strato di cenere.Un chiaro indizio di distruzione avvenuta per mano del fuoco. Ma una scoperta in particolare fa sussultare il professor Collins: dei cocci bruciati di vasellame sembrano avere delle caratteristiche alquanto particolari, uniche. Il professore chiede l’aiuto di uno specialista. Si rivolge al dipartimento di antichità di Amman. Collins mostrò all’esperto un frammento di vasellame del 1700 a.C. e questi si sorprese: sembrava di vetro. L’uomo disse: “Penso sia argilla diventata vetro”, come pensava il professore, “la superficie presenta tracce di fusione”, era la prima volta che vedeva un coccio così. Un vero enigma archeologico. La tecnica per creare il vetro fu introdotta nella regione soltanto 1550 anni dopo la realizzazione di quei manufatti.

Per fondere l’argilla e trasformarla in vetro occorrono delle temperature elevatissime, estreme. Nessuna tecnica nota all’’uomo a quell’epoca sarebbe stata in grado di ottenere tale temperatura. Quel coccio poteva custodire il segreto della distruzione di quella città. Collins fa analizzare parte dei reperti rinvenuti e i risultati ottenuti sembrano davvero sconcertanti. Quel coccio di argilla trasformato in vetro, presenta le medesime caratteristiche di un frammento proveniente da Ground zero, dell’esplosione della prima bomba atomica. Il geologo spiega che ci vuole quel tipo di calore per trasformare un pezzo d’argilla in vetro. A questo punto, se l’analisi è corretta, i vasellami di quella città devono essere stati fusi da un evento cataclismatico capace di provocare un calore simile a quello provocato da una bomba atomica.

Un dato di fatto: quella civiltà fu completamente distrutta. Se si tratta della città di Sodoma, allora la Bibbia racconta davvero un fatto realmente accaduto? Certo l’argomento è affascinante.Il professor Steven Collins sta tutt’ora portando avanti la sua indagine per riuscire a scoprire quale sia stato quell’evento catastrofico che ha letteralmente polverizzato un’intera città. Per quanto riguarda la punizione divina, la risposta penso si possa trovare esclusivamente nella testa di ognuno di noi. La libertà di pensiero è un bene che nessuno potrà mai portarci via. Naturalmente anche la fantasia gioca un ruolo importante. Questa leggenda, che potrebbe anche rivelarsi realtà,  ha ispirato scrittori e sceneggiatori. Ricordo ad esempio il film: Sodoma e Gomorra del 1962 diretto da Robert Aldrich, un vero colossal costato ben 6 miliardi di lire (contro i 3 stanziati).